CULTURA E EVENTI

Aperitivo d’Autore, sabato c’è Daniele Mencarelli

A distanza di quattro anni dalla volta scorsa, il 30 maggio lo scrittore romano sarà di nuovo ospite del format di Volta la carta. Appuntamento a Massafra, a Masseria Ciura. Come sempre, prima dell’incontro spazio all’enogastronomia. Ticket su Postoriservato

Quattro anni dopo la scorsa volta, Aperitivo d’Autore riabbraccia uno dei maggiori scrittori italiani, autore di romanzi come Tutto chiede salvezza e La casa degli sguardi: Daniele Mencarelli.

Sabato 30 maggio, a Massafra, lo scrittore romano presenterà il suo nuovo libro (il primo edito da Sellerio), Quattro presunti familiari.

L’evento si terrà a Masseria Ciura, luogo incantevole in cui il format di Volta la carta torna a poco più di un anno dalla volta precedente. I partecipanti alla serata avranno l’opportunità di degustare un delizioso aperitivo realizzato da Le Vetrine del Gusto e gli ottimi vini di Giustini. Si comincia alle 19.30.

Mencarelli in questo romanzo giallo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che risveglia nei personaggi spettri di dolori irrisolti, svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza

. In queste oscurità si muovono le anime che l’autore come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità. Ad Aperitivo d’Autore ne parlerà con Vincenzo Parabita.

L’ingresso è con ticket esclusivamente in prevendita sul circuito Postoriservato al link https://bit.ly/4th5oPT e nei punti vendita autorizzati. Sarà possibile acquistare i ticket fino alle ore 15 del giorno dell’evento. Per ulteriori informazioni: 380.4385348 – [email protected]

L’AUTORE
Daniele Mencarelli è nato a Roma nel 1974. La sua produzione poetica, a partire dall’esordio sulla rivista clanDestino, si afferma soprattutto grazie alla raccolta “Bambino Gesù” (Edizioni Nottetempo). È autore di cinque romanzi, tutti pubblicati da Mondadori: “La casa degli sguardi” (2018, Premio Volponi, Premio Severino Cesari Opera Prima, Premio John Fante Opera Prima), “Tutto chiede salvezza” (2020, Premio Strega Giovani, da cui è tratta per Netflix la serie omonima), “Sempre tornare” (2021, Premio Flaiano per la narrativa), “Fame d’aria” (2023, Premio Clara Sereni), e “Brucia l’origine” (2024, Premio Ugo Riccarelli). Nel 2024 “Degli amanti non degli eroi” segna il suo ritorno alla poesia. A gennaio di quest’anno è uscito “Quattro presunti familiari” (Sellerio). Collabora con diversi quotidiani e riviste per i quali scrive di cultura e società.

IL LIBRO
Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari. In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro.

Chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla.

Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza.

A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria.

Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni.

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