CRONACA

Papa Leone XIV ad Acerra: “La Terra dei fuochi chiede giustizia e rinascita”

Papa Leone XIV ha scelto Acerra per una visita carica di significato umano e spirituale, incontrando le comunità colpite dal dramma della cosiddetta Terra dei fuochi.

Nel suo intervento il Pontefice ha ricordato come Papa Francesco avrebbe voluto raggiungere questi territori segnati dall’emergenza ambientale, senza però riuscirci. “Oggi vogliamo raccogliere quella testimonianza”, ha affermato, sottolineando l’importanza dell’enciclica Laudato sì come guida per la tutela del creato e della dignità umana.

Davanti ai fedeli riuniti nella cattedrale di Acerra, Leone XIV ha parlato di una terra ferita da interessi economici, illegalità e disattenzione verso il bene collettivo. Ha descritto il dolore di un territorio segnato dall’inquinamento ambientale e sociale, invitando tutti a un cambiamento profondo fondato sulla responsabilità e sulla solidarietà.

Il Papa ha spiegato di essere arrivato soprattutto per condividere il dolore delle famiglie che hanno perso figli, genitori e parenti a causa delle conseguenze dell’inquinamento.

Ha denunciato l’azione di persone e organizzazioni che per anni avrebbero agito senza rispetto per la salute pubblica e per l’ambiente. Allo stesso tempo ha voluto ringraziare quanti, anche nella sofferenza, hanno continuato a impegnarsi per il bene comune, ricordando il ruolo della Chiesa locale nella difesa del territorio e nella diffusione della speranza.

Dopo l’arrivo in elicottero al campo sportivo Arcoleo, il Pontefice è stato accolto dal vescovo di Acerra Antonio Di Donna, dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal prefetto di Napoli Michele Di Bari e dal sindaco Tito d’Errico. Successivamente ha raggiunto il duomo cittadino, dove ha incontrato i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale e diversi giovani impegnati nella lotta contro gravi malattie oncologiche.

Nel corso della visita Leone XIV si è soffermato a lungo con i parenti dei bambini e dei ragazzi morti negli ultimi anni a causa delle patologie collegate all’inquinamento. Momenti di forte commozione hanno accompagnato l’incontro, segnato da ascolto, preghiera e vicinanza.

Successivamente il Papa ha attraversato la città in papamobile fino a piazza Calipari, dove migliaia di persone hanno partecipato all’evento pubblico.

Qui il Pontefice ha lanciato un appello contro quella che ha definito la “cultura del privilegio e della prepotenza”, invitando soprattutto chi ricopre ruoli di responsabilità a vivere il servizio con umiltà, trasparenza e spirito di prossimità.

Secondo Leone XIV il cambiamento parte anzitutto dalle coscienze. Per questo ha chiesto nuove forme di collaborazione sociale e ambientale, sottolineando che la rinascita dei territori passa attraverso la crescita morale delle persone e delle comunità.

Nel suo discorso il Papa ha anche ricordato come questa zona fosse un tempo conosciuta come “Campania felix”, terra fertile e ricca di cultura.

Oggi, invece, quel patrimonio naturale appare profondamente compromesso dall’inquinamento e dai roghi tossici. Di fronte a questa realtà, ha spiegato, esistono due possibili atteggiamenti: l’indifferenza oppure l’assunzione di responsabilità. E ha lodato le associazioni, i cittadini e le famiglie che hanno scelto di non arrendersi.

Parole forti sono arrivate anche dal vescovo Antonio Di Donna, che ha ribadito il messaggio “Mai più Terra dei fuochi”. Il presule ha chiesto continuità nelle bonifiche ambientali, controlli più severi sulla qualità dell’aria e interventi concreti per la tutela della salute pubblica e il rilancio dell’agricoltura locale. Ha inoltre invitato cittadini e istituzioni a collaborare per costruire nuovi modelli di sviluppo rispettosi dell’ambiente.

Tra le voci più ascoltate della giornata anche quella di don Maurizio Patriciello, parroco simbolo delle battaglie ambientali in Campania. Il sacerdote ha ricordato il lungo dolore vissuto dalle popolazioni locali e ha ribadito la necessità di fermare definitivamente l’inquinamento illegale dei territori. Secondo don Patriciello, per troppo tempo gli interessi economici hanno prevalso sulla salute delle persone.

Il sacerdote ha inoltre denunciato il ruolo di imprenditori e trafficanti che avrebbero smaltito illegalmente rifiuti tossici per aumentare i profitti, parlando apertamente di “eco criminalità”. Ha ricordato come soltanto nel 2015 l’Italia si sia dotata di una normativa specifica sui reati ambientali, evidenziando i ritardi accumulati nella lotta contro questi fenomeni.

Dopo alcune ore trascorse ad Acerra, Papa Leone XIV ha fatto rientro in Vaticano, lasciando però un messaggio chiaro: la rinascita della Terra dei fuochi passa attraverso verità, giustizia e responsabilità condivisa.

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