POLITICA

Sanità, Chiorazzo: Le Comunità locali chiedono servizi veri

Il Vicepresidente del Consiglio: Latronico smetta di recintare una protesta spontanea. Quello che il Senisese sta chiedendo è il diritto a continuare a vivere, curarsi e restare nelle aree interne

“Trovo francamente grave il tentativo dell’Assessore Latronico di recintare politicamente una mobilitazione che invece è chiaramente spontanea, ampia e trasversale. Lo dimostrano le centinaia di persone arrivate oggi da Senise all’incontro in Regione e, ancora prima, le circa mille persone scese in piazza solo poche settimane fa insieme ai sindaci del territorio, amministratori di diversa estrazione politica, operatori sanitari, associazioni e rappresentanti civici per chiedere semplicemente il diritto alla salute, manifestazione alla quale ho volutamente scelto di non prendere parte proprio per evitare qualsiasi possibile strumentalizzazione politica”.

Lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dall’Assessore regionale alla Salute e l’incontro svoltosi questa mattina in Regione con il Capo di Gabinetto Gianpiero Perri, al quale ha partecipato insieme al Sindaco di Senise, ai rappresentanti del Comitato per la difesa della sanità territoriale, e ai consiglieri regionali Giovanni Vizziello e Piero Marrese.

“Quella del Senisese non è una protesta di parte e non può essere liquidata come qualcuno vorrebbe far credere. È una mobilitazione nata dal basso diversi mesi fa, alimentata dalla preoccupazione concreta di un territorio che negli anni ha visto progressivamente ridursi servizi sanitari, funzioni territoriali e presidi pubblici. Nel 2018 il Senisese ha già subito la soppressione della sede distrettuale poi trasferita a Lauria, accompagnata allora da rassicurazioni politiche che oggi appaiono clamorosamente smentite dai fatti. Nel 2022, con la programmazione regionale recepita dal Consiglio regionale, si è poi deciso di classificare Senise come Casa di Comunità Spoke, mentre sono state individuate come Hub altre sedi territoriali. Ed è proprio su questo punto che continuano ad arrivare rassicurazioni contraddittorie da parte dell’Assessore Latronico, il quale sostiene che tra Hub e Spoke non vi sarebbero differenze sostanziali nei servizi”.

“Ma se davvero fosse così – prosegue Chiorazzo – allora non si comprenderebbe neppure la diversa configurazione organizzativa e perfino nominativa prevista dalla normativa nazionale e regionale tra Case di Comunità Hub e Spoke. Basterebbe che l’Assessore andasse a rileggere quanto la stessa ASP Basilicata ha riscontrato già nel marzo scorso ad una interrogazione presentata dal sottoscritto e dal collega Vizziello. In quella risposta ufficiale, infatti, l’ASP, nel descrivere i servizi previsti presso una Casa di Comunità Spoke, non indica alcuna presenza medica attiva H24, mentre conferma esclusivamente la presenza infermieristica per 12 ore al giorno, 6 giorni su 7. È dunque evidente che le differenze esistono eccome e riguardano proprio l’intensità e la qualità dell’assistenza sanitaria garantita ai cittadini. Del resto, lo stesso Sindaco di Senise lo ha spiegato chiaramente anche questa mattina, l’H24 a cui fa riferimento l’Assessore riguarda sostanzialmente la continuità assistenziale, cioè la guardia medica che verrebbe trasferita nella sede della Casa di Comunità, mentre una vera struttura Hub prevede servizi diagnostici, specialistici e sanitari più complessi, che necessitano della presenza stabile di personale medico. E allora, se davvero per l’Assessore Latronico le differenze non esistono, si abbia il coraggio di tradurre queste rassicurazioni negli atti amministrativi, rivedendo la programmazione regionale e configurando formalmente la Casa di Comunità di Senise come Hub”.

“Questa richiesta – aggiunge – nasce anche dalla peculiarità del territorio del Senisese, un’area strategica che contribuisce in maniera significativa al bilancio regionale attraverso la risorsa idrica della Diga di Monte Cotugno e che non può continuare a subire una progressiva marginalizzazione sanitaria e istituzionale. Ho apprezzato il richiamo alla responsabilità istituzionale fatto dal Capo di Gabinetto Gianpiero Perri, che ringrazio per la disponibilità e per aver riconosciuto come il tema dell’equilibrio territoriale resti aperto e che la normativa non impedisca valutazioni correttive. È esattamente questo il punto, siamo ancora in tempo per correggere una programmazione regionale sbagliata, senza compromettere gli obiettivi del PNRR”.

“Per questo – conclude – desidero ringraziare la Presidente del Comitato per la difesa della sanità territoriale del Senisese, Carmelina Bulfaro, i sindaci, le associazioni, gli operatori sanitari e tutti i cittadini che con compostezza, dignità e forte senso civico stanno portando avanti una battaglia giusta nell’interesse dell’intera area. Quello che il Senisese sta chiedendo – conclude Chiorazzo – è il diritto a continuare a vivere, curarsi e restare nelle aree interne. Perché quando le persone iniziano a rinunciare alle cure, come denunciato anche oggi dal Comitato, significa che il problema non è più tecnico o amministrativo, ma profondamente sociale e democratico”.

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