CRONACA

Phishing all’Unibas: gli studenti chiedono risposte sulla sicurezza digitale dell’ateneo

Nelle ultime ore numerosi studenti dell’Università della Basilicata hanno segnalato la ricezione di email sospette riconducibili a una possibile campagna di phishing ai danni della comunità universitaria. Messaggi costruiti per apparire credibili, inviati direttamente alle caselle istituzionali degli studenti e contenenti link o richieste potenzialmente pericolose.
Un episodio che apre interrogativi seri sulla sicurezza digitale dell’ateneo e sull’efficacia dei sistemi di protezione attualmente adottati.
Noi studenti liberi riteniamo che quanto accaduto non possa essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico. In un periodo storico in cui le minacce informatiche rappresentano un rischio concreto per università, enti pubblici e cittadini, la protezione delle comunicazioni istituzionali dovrebbe essere una priorità assoluta.
Gli studenti affidano all’università dati personali, documenti, credenziali e comunicazioni ufficiali. Per questo motivo è legittimo chiedersi se i sistemi di filtraggio e prevenzione oggi in uso siano realmente adeguati rispetto a campagne di phishing sempre più sofisticate e diffuse.
Esiste poi una domanda che molti studenti si stanno ponendo: come sono stati reperiti gli indirizzi email utilizzati per questa campagna?
Non spetta agli studenti formulare conclusioni tecniche o attribuire responsabilità senza accertamenti. Tuttavia, riteniamo doveroso che l’ateneo chiarisca pubblicamente:
– quali misure di sicurezza siano attualmente attive;
– se siano stati rilevati accessi anomali o tentativi di compromissione;
– quali protocolli di prevenzione siano stati adottati;
– e soprattutto quali interventi verranno messi in campo per evitare che episodi simili possano ripetersi.
Noi Studenti Liberi chiediamo inoltre maggiore trasparenza sul tema della sicurezza informatica universitaria. Troppo spesso questi episodi vengono affrontati soltanto dopo le segnalazioni degli studenti, quando invece la prevenzione dovrebbe rappresentare il primo livello di tutela.
Una comunità accademica moderna non può permettersi di sottovalutare rischi di questo tipo. Oggi un’email fraudolenta non è soltanto spam: può diventare furto di identità, accesso abusivo agli account, sottrazione di dati personali e compromissione di servizi istituzionali.
E la preoccupazione cresce ancora di più pensando a scenari futuri in cui attacchi simili potrebbero non limitarsi agli studenti, ma coinvolgere docenti, personale amministrativo e strutture centrali dell’ateneo, con conseguenze potenzialmente molto più gravi per la gestione dei servizi e delle comunicazioni interne.
In questo quadro si inserisce anche il tema più generale dell’efficacia complessiva del sistema universitario. Gli ultimi indicatori pubblicati nelle classifiche nazionali mostrano un progressivo arretramento dell’ateneo su alcuni parametri legati alla qualità dei servizi e delle strutture, segnale che merita attenzione e una riflessione seria sulle priorità di investimento e organizzazione interna.
Noi Studenti riteniamo che sicurezza digitale, qualità dei servizi e trasparenza nella gestione delle risorse non possano essere temi separati, ma parti dello stesso problema.
Per questo continueremo a chiedere chiarezza, prevenzione e responsabilità, perché la fiducia degli studenti nei sistemi universitari si costruisce solo attraverso la capacità concreta di proteggerli e garantire standard adeguati, anche di fronte a minacce che oggi non sono più eccezioni ma una realtà costante.
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