“Opus”, l’ultimo dono di Ryuichi Sakamoto: il commovente film-testamento arriva al cinema

Un viaggio intenso e profondamente emozionante nella musica e nell’anima di uno dei compositori più influenti degli ultimi decenni.
“Ryuichi Sakamoto | Opus”, diretto da Neo Sora, figlio del celebre artista giapponese scomparso il 28 marzo 2023, arriverà nelle sale italiane il 19 maggio come evento speciale per una sola serata.
Il film, presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e successivamente a Piano City Milano 2024, immortala l’ultima esibizione musicale di Sakamoto. Un’opera essenziale, elegante e carica di significato, costruita attorno alla figura del Maestro e al suo pianoforte.
Negli ultimi anni il musicista, debilitato dalla malattia, non riusciva più a sostenere concerti e tournée internazionali. Nonostante le difficoltà fisiche, alla fine del 2022 decise però di regalare al pubblico un’ultima testimonianza artistica: una performance raccolta e minimale capace di racchiudere l’essenza della sua intera carriera.
“Opus” diventa così molto più di un semplice film concerto. È un racconto personale e universale insieme, una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul potere della musica.
I venti brani selezionati personalmente da Sakamoto accompagnano lo spettatore attraverso tutte le fasi della sua produzione artistica: dalle sperimentazioni elettroniche con la Yellow Magic Orchestra alle celebri colonne sonore composte per il cinema di Bernardo Bertolucci, fino alle sonorità intime e contemplative dell’album “12”, pubblicato poco prima della sua scomparsa.
Senza bisogno di dialoghi o spiegazioni, ogni esecuzione diventa una pagina di vita raccontata attraverso note, silenzi e immagini. Lo stesso compositore aveva spiegato di aver pensato il concerto come un percorso simbolico capace di rappresentare il fluire della giornata, dal mattino fino alla sera.
Le riprese sono state realizzate in un ambiente intimo e familiare, circondato dalle persone più vicine all’artista. Il risultato è un’opera sincera e delicata, nella quale Sakamoto si mostra con grande autenticità, consapevole del valore definitivo di quella performance.
Il Maestro aveva raccontato di aver affrontato il progetto con emozione e attenzione estrema, registrando pochi brani al giorno e sperimentando nuove interpretazioni musicali. Alcuni pezzi, come “Tong Poo”, sono stati eseguiti con arrangiamenti completamente rivisitati, mentre altri sono stati suonati per la prima volta in versione pianoforte solo.
La forza di “Opus” risiede proprio nella sua capacità di trasformare l’addio in un gesto creativo. Non un’opera segnata dalla malinconia della fine, ma il ritratto di un artista che ha continuato fino all’ultimo a esplorare nuove possibilità espressive e nuove forme di bellezza.