POLITICA

Basilicata Casa Comune: “Le dichiarazioni del Consorzio Train aumentano le perplessità.

La Regione chiarisca immediatamente il destino del Green Digital Hub” di Tito ed i contorni del progetto Si Fa di Policoro.

“Apprendiamo con non poche perplessità dalle dichiarazioni rese dall’Amministratore Delegato del Consorzio Train che il finanziamento ministeriale relativo al progetto ‘SI FA’ di Policoro sarebbe aggiuntivo e non sostitutivo rispetto a quello originariamente assegnato al Green Digital Hub di Tito”.
È quanto si legge in una nota diffusa da Basilicata Casa Comune.
“Se così fosse – prosegue BCC – non si comprenderebbe per quali ragioni tale circostanza non sia mai stata chiarita fino ad oggi dal Governo regionale, né nelle risposte alle interrogazioni consiliari presentate, né rispetto alle richieste pubbliche avanzate dal Sindaco e dal Consiglio comunale di Tito, che da mesi chiedono chiarezza sul destino del Green Digital Hub”.
“Le dichiarazioni rese dal Consorzio Train impongono quindi alla Regione Basilicata di fare immediatamente piena luce sul reale stato di attuazione del progetto Green Digital Hub, chiarendo se il finanziamento ministeriale risulti ancora disponibile, quali siano gli atti eventualmente adottati e quali decisioni intenda assumere il Governo regionale rispetto a un progetto strategico atteso da anni dal territorio”.
“Allo stesso tempo – continua la nota – restano fermi tutti gli interrogativi già posti con l’interrogazione consiliare e con la richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto ‘SI FA’, a partire dalla vicenda concernente l’acquisizione dell’immobile dell’ex Zuccherificio di Policoro da parte della società ‘La Cascina Costruzioni s.r.l.’, presieduta all’epoca dell’adesione al partenariato dall’attuale Assessore regionale Cosimo Latronico”.
“Non stiamo formulando accuse, ma continuiamo a ritenere necessario che su una vicenda così rilevante vi siano trasparenza assoluta, chiarezza amministrativa e risposte istituzionali puntuali nei confronti dei cittadini lucani e delle comunità interessate”.
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