CULTURA E EVENTI

Dalle tradizioni di famiglia alla tv nazionale: Vittoria De Nittis porta la cucina lucana su Food Network

Dalla cucina di casa, tra i sapori delle domeniche materane e gli insegnamenti custoditi dalla nonna, fino agli studi televisivi di Food Network, sul canale 33 del digitale terrestre.

È il percorso di Vittoria De Nittis, 33 anni, originaria di Matera, che è riuscita a trasformare il periodo del lockdown in una concreta occasione di crescita professionale, facendo della tradizione culinaria lucana il centro del proprio racconto.

Oggi è tra i volti più apprezzati del programma “Giovani Nonne”, ma il legame con Matera, la Basilicata e la cucina delle origini continua a rappresentare l’aspetto più autentico del suo lavoro.

“Tutto è iniziato nel 2020, durante la pandemia. Lavoravo per una multinazionale e mi sono ritrovata improvvisamente ferma, in cassa integrazione.

Per curiosità ho risposto a una storia pubblicata su Instagram da Chef in Camicia, in cui cercavano un ragazzo del Sud che viveva a Milano. Ho inviato un video mentre cucinavo spaghetti con fagiolini e cacio ricotta, senza immaginare cosa sarebbe successo dopo”, racconta.

Da quella semplice candidatura si è aperta una strada inattesa. “Fin dal primo contatto hanno percepito quanto il mio modo di cucinare fosse legato alla tradizione familiare. Mi hanno chiesto quale fosse il piatto che amavo di più e ho risposto senza esitazione: pasta e lenticchie”.

Proprio da quell’identità gastronomica è nato il progetto “Giovani Nonne”, inizialmente pensato per i social e per YouTube, prima di approdare in televisione. “Mi hanno proposto di sviluppare un format personale e ho scelto di raccontare una cucina vera, quotidiana, lontana dalle tendenze del momento”.

Un successo costruito in modo naturale, quando i social non rappresentavano ancora un vero lavoro. “Avevo persino il profilo Instagram privato. Non c’era alcuna strategia dietro: volevo semplicemente condividere la mia quotidianità e le ricette della mia terra. Sono felice che tutto sia rimasto genuino”.

Al centro della sua esperienza resta la figura della nonna Rosa, punto di riferimento affettivo e culinario. “Per me mia nonna rappresenta tutto. I ricordi più belli dell’infanzia sono legati alla sua cucina, alle domeniche trascorse insieme e ai suoi piatti”.

Una tradizione imparata osservando, più che seguendo ricette scritte. “Lei era molto riservata quando cucinava. Ho imparato guardando attentamente ogni gesto”.

Nei piatti di Vittoria sopravvive così una cucina fatta di ingredienti semplici, sapori antichi e rituali familiari che rischiano di andare perduti. “Ricordo ancora i biscotti da latte preparati con il cremor tartaro e il suo modo spontaneo di vivere l’alimentazione, senza eccessi o mode”.

Forte anche il desiderio di valorizzare l’identità gastronomica lucana fuori dai confini regionali. “Mi sento profondamente lucana. Spesso la Basilicata viene confusa con altre realtà del Sud, anche dal punto di vista culinario. Per questo sento il bisogno di raccontare ciò che ci rende unici”.

Tra i prodotti simbolo della regione, uno su tutti conquista sempre il pubblico: il peperone crusco. “È il prodotto che incuriosisce di più: colpisce per il colore, la croccantezza e il gusto”.

Infine, una riflessione che racchiude il senso della cultura gastronomica lucana: “La nostra è una tradizione basata sulla semplicità e sulla qualità. Siamo cresciuti con cibi genuini, prodotti in casa, senza sprechi. È un modo di vivere che racconta profondamente chi siamo”.

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