CRONACA

Confartigianato: dagli 80 anni di storia “voglia di futuro” per rafforzare imprese, innovazione e lavoro qualificato

“80 Voglia di futuro”. Non soltanto uno slogan celebrativo, ma la sintesi di una visione strategica per rafforzare il ruolo della rappresentanza artigiana nell’Italia che cambia.

È il messaggio emerso dalla Convention 2026 di Confartigianato Imprese, svoltasi a Rimini, che ha riunito 700 tra dirigenti e funzionari provenienti da tutta Italia,con delegazione della Basilicata, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Confederazione.

Al centro della due giorni, la relazione del presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, che ha indicato la rotta per il futuro del sistema artigiano italiano.

“Questo ottantesimo anno di Confartigianato non è solo un traguardo, ma una tappa cruciale – ha sottolineato Granelli –. Il nostro passato è fatto di sacrifici e passione, ma oggi guardiamo al futuro con orgoglio e ambizione. L’impresa artigiana non produce solo valore economico, ma rappresenta il perno del PIL sociale italiano”.

Nel corso della Convention, il segretario generale Vincenzo Mamoli ha evidenziato la necessità di costruire un’organizzazione sempre più moderna, capace di utilizzare digitalizzazione e intelligenza artificiale come strumenti per rafforzare competitività, servizi e prossimità alle imprese.

I quattro panel tematici hanno affrontato infatti le grandi direttrici del cambiamento: rappresentanza, innovazione dei servizi, piattaforme associative e crescita delle competenze interne.

A commentare i contenuti della Convention è intervenuta anche Rosa Gentile, che ha ribadito il valore strategico dell’impresa artigiana per la coesione sociale e per il futuro economico del Paese.

“Entrare in Confartigianato – sottolinea Gentile – significa far parte di una rete che trasforma il talento individuale in forza condivisa.

L’imprenditore artigiano è creatore e innovatore, ambasciatore dei saperi del proprio territorio e protagonista della doppia transizione verde e digitale. È colui che rinnova la tradizione con lo sguardo rivolto al domani, portando nel mondo l’eccellenza italiana”.

Per Gentile, l’ottantesimo anniversario della Confederazione deve diventare l’occasione per rilanciare il ruolo sociale ed economico dell’artigianato, soprattutto in una fase storica segnata da profondi cambiamenti demografici, culturali e produttivi.

“Confartigianato – aggiunge – sta svolgendo pienamente il ruolo di sindacato delle imprese, creando la rete necessaria per affrontare le sfide che ci attendono. La principale riguarda il futuro delle nostre imprese artigiane, oggi messe a dura prova da una società che troppo spesso dimentica il valore del saper fare. L’artigianato rappresenta invece un elemento essenziale della tenuta sociale, economica e identitaria dei territori”.

Particolare attenzione viene posta anche al tema del lavoro e delle competenze. Secondo Rosa Gentile, il futuro delle imprese passa attraverso la capacità di contrastare la fuga dei giovani talenti e di colmare il deficit di professionalità avanzate.

“Due le priorità fondamentali – evidenzia –: fermare la fuga di cervelli e affrontare la carenza di personale con elevate competenze digitali. Due giovani su tre dichiarano che tornerebbero in Italia se trovassero opportunità di lavoro dignitoso e valorizzazione del merito. Per questo bisogna investire su formazione, qualificazione e istruzione, intercettando quella parte di popolazione che oggi resta fuori dal mercato del lavoro”.

Un passaggio centrale del ragionamento riguarda anche il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro artigiano. “Confartigianato – conclude Gentile – mette al centro il valore dell’intelligenza artigiana, che oggi deve utilizzare l’intelligenza artificiale per tutte le attività standardizzate, lasciando spazio alla creatività, all’ideazione e alla qualità che i nostri maestri artigiani esprimono ogni giorno. È questa la chiave per costruire il futuro del Paese”.

 

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