POLITICA

Case di Comunità, ritardi e polemiche. Flovilla (Federbiologi)

Senza integrazione col privato accreditato sarà un’occasione persa

“Le aspettative che si stanno creando anche in Basilicata attorno alle Case della Comunità rischiano di trasformarsi in una profonda delusione per i cittadini, non solo per i ritardi accumulati, ma soprattutto se continueranno ad essere alimentate da annunci politici spesso approssimativi e scollegati dalla reale capacità del sistema sanitario di garantire servizi, cure e prevenzione”.

È quanto sostiene Antonio Flovilla, coordinatore di Federbiologi Basilicata, intervenendo sul tema del riordino della sanità territoriale.

“Pensare di risolvere il problema delle liste di attesa o di avvicinare automaticamente i cittadini ai servizi sanitari soltanto attraverso la realizzazione di 19 Case della Comunità sul territorio regionale è illusorio”, afferma Flovilla.

“Le strutture, da sole, non bastano. Occorre programmare fin da ora il personale medico, infermieristico e tecnico necessario, oltre alle dotazioni diagnostiche e strumentali indispensabili per renderle realmente operative ed efficienti”.

Secondo il coordinatore di Federbiologi Basilicata, il nodo centrale resta soprattutto quello dell’integrazione tra sanità pubblica e rete privata accreditata, tema sul quale “manca ancora una visione concreta e organizzativa”.

Flovilla evidenzia come nessuno abbia ancora chiarito quale sarà il rapporto tra le Case della Comunità, le strutture specialistiche convenzionate – laboratori di analisi, poliambulatori e centri specialistici accreditati – e la rete specialistica interna del Servizio sanitario nazionale.

“Se la missione principale delle Case della Comunità è quella di ridurre le attese, prendere in carico i pazienti cronici e governare in modo più efficiente la domanda di prestazioni specialistiche, allora è indispensabile costruire un modello di integrazione pubblico-privato serio, stabile e funzionale”, sottolinea Flovilla.

“La stessa normativa nazionale prevede che le aziende sanitarie territoriali coordinino i servizi raccordandosi anche con la rete delle strutture specialistiche convenzionate, per garantire prestazioni non direttamente disponibili all’interno delle Case della Comunità”.

Per Federbiologi Basilicata, invece, continua a prevalere un’impostazione che tende a marginalizzare il contributo della specialistica ambulatoriale convenzionata, nonostante questa rappresenti oggi uno dei principali strumenti di tenuta del sistema sanitario regionale.

“Ancora una volta – prosegue Flovilla – si pensa di poter fare a meno della rete delle strutture accreditate che, quotidianamente, garantisce servizi ai cittadini senza liste di attesa e con elevati standard professionali, mentre  esiste una realtà di strutture accreditate e convenzionate che è imprescindibile per la sanità lucana.

Flovilla richiama quindi la necessità di superare una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato accreditato, puntando invece su una reale integrazione organizzativa.

“La Casa della Comunità non sostituisce la rete specialistica territoriale, ma deve coordinarla e valorizzarla. Solo così si può costruire una sanità di prossimità capace di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e assicurare percorsi di cura rapidi ed efficaci”.

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