Iperammortamento, Rosa Gentile (Confartigianato): “Così si penalizzano artigiani e Pmi lucane”

“Le anticipazioni sul decreto attuativo del nuovo iperammortamento destano forte preoccupazione tra le imprese artigiane e le piccole e medie imprese, in particolare in territori fragili come la Basilicata”.
È quanto dichiara Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, commentando le posizioni espresse dal presidente nazionale Marco Granelli.
“Il provvedimento – spiega Gentile – rischia di produrre effetti negativi rilevanti sul tessuto produttivo lucano, composto in larga parte da micro e piccole imprese che già operano in condizioni di marginalità e con limitata capacità finanziaria”.
Cos’è l’iperammortamento e perché preoccupa
L’iperammortamento è uno strumento che consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il valore degli investimenti in beni strumentali, permettendo di pagare meno tasse e incentivando così innovazione e ammodernamento tecnologico.
La nuova versione della misura, prevista per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, introduce però – secondo Confartigianato – elementi che ne riducono fortemente l’efficacia.
“In particolare – evidenzia Gentile – l’esclusione dei software in cloud, oggi utilizzati in modalità ‘as-a-service’ da circa l’80% del mercato digitale, taglia fuori una parte fondamentale degli investimenti innovativi delle Pmi. Si tratta di una scelta anacronistica che penalizza proprio le imprese più dinamiche”.
Più burocrazia, meno investimenti
Altro punto critico riguarda l’aumento degli adempimenti. Il decreto prevede infatti cinque comunicazioni obbligatorie annuali (preventiva, di conferma, di completamento, periodica e integrativa) da trasmettere tramite piattaforma Gse.
“È una deriva burocratica – sottolinea Gentile – che aumenta i costi e i tempi, scoraggiando soprattutto le imprese più piccole. Si introduce un meccanismo ‘a taglia unica’ che non tiene conto delle differenze tra chi investe poche decine di migliaia di euro e chi muove milioni”.
Secondo Confartigianato, questo sistema rischia di favorire solo le aziende più strutturate, lasciando indietro il cuore del sistema produttivo lucano.
Ricadute sul territorio lucano
Per la Basilicata le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti.
“Le nostre imprese – prosegue Gentile – hanno bisogno di strumenti semplici, accessibili e realmente incentivanti. Invece ci troviamo di fronte a una misura che, tra esclusioni e burocrazia, rischia di bloccare gli investimenti proprio in una fase economica già segnata da incertezza geopolitica e rallentamento della domanda”.
Criticità anche sul fronte energetico: “La limitazione ai soli moduli fotovoltaici di fascia alta riduce ulteriormente le possibilità per le imprese di investire nella transizione energetica, aumentando i costi e restringendo le opzioni”.
La richiesta al Governo
Confartigianato chiede quindi una revisione urgente del provvedimento.
“Accogliamo l’appello del presidente Granelli – conclude Gentile – affinché il decreto venga corretto prima dell’approvazione definitiva. È necessario evitare che una misura nata per sostenere la competitività finisca invece per comprimere le potenzialità di crescita delle Pmi, come già accaduto con Transizione 5.0”.
“Servono meno vincoli e più fiducia nelle imprese – conclude – altrimenti il rischio concreto è quello di perdere un’altra occasione di sviluppo per il nostro territorio”.