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Ancelotti e non solo: tutti i ct italiani presenti al mondiale

La Coppa del Mondo FIFA 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, vedrà la presenza di numerosi commissari tecnici di nazionalità italiana alla guida di squadre qualificate, nonostante l’assenza della nazionale italiana. Se si passano in rassegna le compagini qualificate, il made in Italy tecnico sarà in ogni caso rappresentato grazie a ben tre allenatori.

Tra le presenze italiane più autorevoli c’è quella di Carlo Ancelotti, nominato commissario tecnico del Brasile nel maggio 2025 e in procinto di firmare un rinnovo fino al 2030, anno del Mondiale congiunto in Spagna, Portogallo e Marocco. L’incarico lo vede al timone della Seleção dopo una lunga e vittoriosa carriera nel calcio di club, con l’obiettivo di riportare al vertice mondiale la nazionale verdeoro. Ancelotti, con un palmarès tra i più ricchi nel calcio europeo, ha lasciato il ruolo di tecnico del Real Madrid per abbracciare questa nuova sfida internazionale. Se dal lato tecnico nessuno mette in discussione la sua figura, si hanno ancora diverse incertezze circa la rosa che porterà al Mondiale. Senza dubbio il tema cruciale riguarda la convocazione o meno di Neymar, fino ad ora assente in tutte le precedenti soste dovute agli impegni internazionali.

Tra i tecnici italiani nella rassegna iridata, si ritrova anche Fabio Cannavaro. Campione del mondo con l’Italia nel 2006 come capitano della nazionale azzurra, è oggi il commissario tecnico dell’Uzbekistan, qualificatosi per la prima volta nella propria storia al Mondiale. La nomina dell’ex difensore centrale è stata confermata ufficialmente dalla federazione uzbeka nell’ottobre 2025, e il ruolo lo porterà a guidare una nazionale alla sua prima esperienza in una fase finale di Coppa del Mondo.

Un ulteriore nome italiano è quello di Vincenzo Montella, alla guida della Turchia. Ha riportato Yildiz e compagni alla fase finale grazie ad una corsa playoff ottimamente disputata. Il traguardo è stato raggiunto dopo anni di assenza dalla competizione iridata. Gli ottomani, con Montella in panchina dal 2023, hanno consolidato la propria presenza internazionale e saranno una delle nazionali europee da seguire negli Stati Uniti grazie ad una generazione di giovani talenti, in primis Guler e il già citato numero 10 della Juventus.

Oltre a questi tre ct, nei giorni precedenti all’inizio della rassegna iridata le speranze dell’Italia intera riguardavano anche la lettura del nome di Gennaro Gattuso. La nazionale azzurra, tuttavia, non è riuscita a staccare il pass per il torneo, concludendo il ciclo di qualificazione con una sconfitta nella finale playoff contro la Bosnia e la conseguente esclusione dalla rassegna per la terza volta consecutiva.

Volendo però spostare l’attenzione sul possibile trionfatore finale, va specificato che una buona parte dei media ritiene basse le possibilità che un italiano possa alzare la coppa più ambita. Lo stesso Brasile di Ancelotti non gode di troppa fiducia presso gli addetti ai lavori e tra le quote sui Mondiali, perché le big europee appaiono decisamente più attrezzate. Nei pronostici della vigilia Spagna, Francia e Inghilterra sembrano avere maggiori chance dei sudamericani di conquistare la vittoria. Questa indicazione riflette il peso delle squadre del vecchio continente, tradizionalmente più vincenti” nel panorama mondiale.

Se si guarda infatti alle statistiche sulle precedenti rassegne iridate, si ritrova come siano proprio le compagini europee a dominare la scena. Le uniche eccezioni significative sono state Brasile e Argentina, rispettivamente con 5 e 4 vittorie. L’unica eccezione è l’Uruguay, ma per ritrovare questi successi occorre tornare addirittura al 1930 e al 1950.

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