Olivicoltura in ginocchio: grido d’allarme Oprol

L’Oprol evidenzia che le immagini che arrivano dai nostri campi sono un colpo al cuore. Il maltempo di queste ore ha messo in ginocchio la Basilicata, colpendo duramente il comparto agricolo e olivicolo proprio in una fase delicata per le nostre piante. Ma davanti a fiumi esondati e uliveti distrutti – sostiene il presidente Paolo Colonna – non possiamo limitarci a dare la colpa al cielo.
Come Oprol facciamo appello alla coscienza e alla conoscenza di chi ci amministra.
Coscienza: Significa smetterla di agire solo nell’emergenza. Amministrare con coscienza vuol dire assumersi la responsabilità della manutenzione del territorio e della difesa idrogeologica prima che arrivino le piogge. Gli agricoltori sono i primi custodi della terra, ma non possono essere lasciati soli a combattere contro l’abbandono istituzionale.
Conoscenza: Significa ascoltare chi la terra la vive e la lavora ogni giorno. Non si può governare l’agricoltura senza conoscere le reali esigenze del settore e senza investire in infrastrutture moderne che sappiano reggere l’urto dei cambiamenti climatici. Serve una strategia a lungo termine, non interventi a pioggia che evaporano al primo raggio di sole.
La Basilicata è una terra generosa, ma oggi è stanca. Chiediamo agli amministratori regionali e locali – aggiunge Colonna – un cambio di passo immediato: Riconoscimento rapido dello stato di calamità. Risorse certe e veloci per il ripristino delle colture.
Un piano strutturale di prevenzione del rischio idrogeologico. Non servono passerelle elettorali, serve consapevolezza della crisi che stiamo vivendo. Noi non ci fermiamo, ma pretendiamo rispetto per il sudore e i sacrifici dei nostri produttori.