CULTURA E EVENTI

Palazzo Italia Bucarest: rafforzata la cooperazione istituzionale e territoriale tra Acerenza e la regione di Prahova

Su invito del sindaco del Comune di Tomșani, nella regione di Prahova, Pelin Mihai-Florin, una delegazione italiana proveniente dalla città di Acerenza, guidata dal sindaco Fernando Scattone, ha incontrato presso il municipio di Tomșani il sindaco, il vicesindaco, i membri del consiglio comunale e l’apparato amministrativo locale.

All’incontro hanno preso parte anche i sindaci dei comuni di Valea Călugărească (Ioana Neagu), Drăgănești (Ionuț Georgian-Toma), Fulga (Silviu Nicolae-Șerban), Albești Paleologu (Marian Panait), Colceag (Ionuț Soare) e Tătaru (Ionuț Popa). Sono Comuni che hanno già sottoscritto un protocollo con Acerenza e alcuni Comuni dell’Alto Bradano visitando i centri della provincia di Potenza.

Nel corso del confronto istituzionale sono state approfondite le prospettive di collaborazione nei settori culturale, turistico, educativo, economico e istituzionale, con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse locali attraverso il coinvolgimento delle piccole e medie imprese e al rafforzamento delle relazioni con l’Associazione dei Sindaci della Basilicata.

Un capitolo specifico è stato dedicato allo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra i territori coinvolti, nell’ottica di promuovere percorsi di cooperazione stabile tra Italia e Romania.

Durante gli incontri, Palazzo Italia Bucarest e l’associazione Lucani nei Balcani sono stati individuati come partner strategici per il coordinamento e l’attuazione delle future iniziative di cooperazione.

Il sindaco di Acerenza, Fernando Scattone, ha inoltre invitato ufficialmente i colleghi sindaci rumeni a partecipare all’inaugurazione del programma “Acerenza Capitale Italiana del Vino 2026-2027”, prevista dall’1 al 3 maggio prossimi.

È stato altresì concordato che, per un mese nel giugno 2026, i vigneti situati sul 45° parallelo Nord, nella contea di Prahova, ospiteranno una mostra di vini selezionati all’interno del complesso museale “Palazzo Glini – Vlad Țepeș – Maria Balsa”, rafforzando il valore simbolico e produttivo del legame tra i due territori.

Secondo Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia, la missione istituzionale del sindaco di Acerenza rappresenta un significativo passo in avanti nelle relazioni tra i Comuni dell’Alto Bradano, già presenti con un Desk operativo presso Palazzo Italia, e le municipalità rumene.

“È stato definito un percorso concreto – ha dichiarato Baldantoni – per accrescere gli scambi di cooperazione, sviluppo e promozione commerciale italo-rumena, oltre che culturale, in continuità con i protocolli già sottoscritti tra Acerenza – Città Italiana del Vino 2026-2027 e Paralela 45 Prahova”.

Il progetto valorizza il forte legame simbolico del 45° parallelo, che unisce la Basilicata alla regione di Prahova, riconosciuto dagli esperti come latitudine ideale per la produzione di vini di alta qualità.

Acerenza, insieme ad altri 13 Comuni del Vulture e a Conegliano-Valdobbiadene, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Città Italiana del Vino 2026-2027, avviando un modello innovativo capace di coniugare tradizione vitivinicola, sviluppo territoriale e promozione internazionale.

Grazie al Desk operativo presso Palazzo Italia Bucarest e ai rapporti consolidati con il Comune di Tomșani, sono già state avviate proposte di partenariato per la promozione integrata dei territori attraverso percorsi enoturistici quali “Drumu Vinuri” e “Tenute dei vini rossi Parallelo 45”.

La cooperazione con i partner romeni consentirà di attrarre nuovi flussi turistici dai Paesi dell’Est Europa e di rafforzare gli scambi commerciali nei settori vinicolo e agroalimentare, con particolare attenzione alle aree interne e ai processi di rigenerazione territoriale.

Il commento del sindaco Fernando Scattone

“Questo incontro rappresenta un momento di grande valore istituzionale e strategico per Acerenza e per tutto il territorio del Vulture. La cooperazione con la Romania, fondata su storia, cultura e vocazione vitivinicola comuni, apre nuove prospettive di sviluppo turistico ed economico.

Il riconoscimento di Città Italiana del Vino 2026-2027 non è soltanto un titolo prestigioso, ma un impegno concreto verso un modello di crescita sostenibile, capace di valorizzare il nostro patrimonio materiale e immateriale.

Vogliamo trasformare questa occasione in un percorso duraturo, che porti benefici alle comunità locali, alle imprese e alle future generazioni, facendo del Vulture un laboratorio nazionale di buone pratiche e di innovazione territoriale”.

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