CRONACA

Caro energia, famiglie e imprese lucane sotto pressione: “Così diventa difficile andare avanti”

La nuova stangata sull’energia non è fatta solo di numeri. È fatta di bollette che arrivano a fine mese, di conti che non tornano e di scelte sempre più difficili per famiglie e imprese. In Basilicata, l’aumento dei costi di gas ed elettricità rischia di tradursi in un colpo pesante per l’economia locale: si parla di un +13% rispetto alla spesa attuale.

A innescare questa nuova impennata è la crisi energetica legata al conflitto in Iran e, più in generale, alle tensioni in Medio Oriente. Un equilibrio già fragile che torna a incrinarsi, con effetti immediati anche nei piccoli centri del Sud Italia.

Secondo le stime della CGIA di Mestre, a livello nazionale i rincari potrebbero raggiungere i 15,2 miliardi di euro: 10,2 miliardi per l’energia elettrica e 5 miliardi per il gas. Ma è quando questi numeri si calano nella realtà quotidiana che assumono un altro significato.

In Basilicata, l’impatto previsto è di circa 126 milioni di euro in più. Una cifra che, tradotta nella vita concreta, significa bollette più alte per le famiglie e costi di produzione più gravosi per le imprese.

Nelle case, la reazione è spesso silenziosa ma evidente: si abbassa il riscaldamento, si rinvia l’uso di elettrodomestici energivori, si presta attenzione a ogni consumo. Piccoli gesti quotidiani che raccontano una difficoltà crescente.

Per molte famiglie, il caro energia si somma a un costo della vita già elevato. E così, ciò che fino a poco tempo fa era normale diventa un lusso da gestire con cautela.

Se le famiglie stringono la cinghia, le imprese rischiano di restare senza respiro. Secondo l’analisi, sarà proprio il sistema produttivo a sostenere la parte più consistente degli aumenti.

Artigiani, commercianti e piccole aziende – che rappresentano l’ossatura economica del territorio lucano – si trovano davanti a un bivio: assorbire i costi, riducendo i margini, oppure trasferirli sui prezzi, con il rischio di perdere clienti.

In entrambi i casi, le conseguenze possono essere pesanti: meno investimenti, rallentamento delle attività e, nei casi peggiori, chiusure.

Il caro energia non è più un’emergenza temporanea, ma una questione strutturale. Le tensioni internazionali dimostrano quanto il sistema sia vulnerabile e quanto le economie locali, come quella lucana, siano esposte a dinamiche globali.

Per questo, sempre più spesso si parla della necessità di investire in energie rinnovabili, autonomia energetica e politiche di sostegno mirate. Ma nel frattempo, cittadini e imprese devono fare i conti con il presente.

E il presente, oggi, ha il peso di una bolletta più cara.

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