“MAROCCO” di Antonio Lionetti inaugura a Matera: un viaggio poetico nel Mediterraneo contemporaneo
giovedì 2 aprile 2026 alle ore 18:30, presso la Galleria Arti Visive di Matera, il MIP – Matera International Photography APS – ETS presenta “MAROCCO” di Antonio Lionetti, con la direzione artistica di Antonello Di Gennaro.

Giovedì 2 aprile 2026, alle ore 18:30, presso la Galleria Arti Visive di Matera, il MIP – Matera International Photography APS – ETS presenta MAROCCO di Antonio Lionetti, fotografo materano, con la direzione artistica di Antonello Di Gennaro.
Il progetto espositivo si inserisce all’interno del MIPphest2026 – Orizzonti fluidi, 10° festival internazionale di fotografia e arti visive; confermando l’impegno più che decennale del MIP come hub culturale aperto e transdisciplinare, sviluppando progetti capaci di far dialogare culture e territori del Mediterraneo e d’Europa: nei quali la fotografia e le arti visive non sono solo veicoli espressivi, ma veri e propri strumenti di esplorazione concettuale, che pongono l’uomo come fulcro dell’osservazione e dell’indagine critica.
La fotografia non è semplicemente produrre o mostrare immagini, ma è un medium, un linguaggio artistico contemporaneo attraverso cui ci si interroga sul presente, si esplorano prospettive e si stimola sguardi consapevoli creando un dialogo tra territori, culture, tradizioni, religioni, mettendo al centro temi contemporanei come migrazioni, crisi ambientali, inclusione sociale e trasformazione digitale.
L’evento è patrocinato dal Comune di Matera ed è in collaborazione con Studio Arti Visive, Malta Photographic Society, The Federation of European Photographers | FEP e FotoDIEGO.
MAROCCO inaugura il primo di ciclo di progetti all’interno del programma di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”. Orizzonti fluidi ha nel Mediterraneo contemporaneo il suo principale campo di indagine di passaggi, stratificazioni e contaminazioni, dove persone, culture, tradizioni e paesaggi si incontrano e si trasformano.
Matera diventa così un faro: un punto di orientamento e di richiamo, capace di illuminare traiettorie, intercettare sguardi e guidare nuove letture del presente; dimostrando come il Mediterraneo non sia soltanto una geografia costiera, ma una dimensione culturale attiva, che nasce e si rigenera anche nei territori dell’entroterra. Il MIPphest 2026 non si limita a osservare, ma rende visibili connessioni e apre rotte inedite.
Il linguaggio fotografico, in questo contesto, non documenta: interpreta, mette in discussione, apre varchi. È qui che le arti visive si affermano come spazio di relazione tra geografie, identità, memorie creando interconnessioni.
Il progetto nasce dalla considerazione che il Mediterraneo non sia soltanto uno spazio geografico, ma anche una struttura visiva condivisa. Come sottolinea Rudolf Wittkower, le civiltà che lo attraversano hanno sviluppato un linguaggio comune basato su proporzione, ritmo e chiarezza.
La mostra di Lionetti traduce questa intuizione in esperienza visiva: il Marocco diventa un territorio privilegiato di osservazione, dove luce, architetture e pratiche quotidiane rivelano continuità profonde con altri paesaggi mediterranei.
Il percorso espositivo propone un viaggio visivo che evita l’esotico o l’eccezionale, concentrandosi su ciò che ritorna, per raccontare luoghi e incontri attraverso lo sguardo sensibile del fotografo.
Dalle architetture di fango di Aït Ben Haddou alla vitalità di Jemaa el-Fna, dalle geometrie silenziose del Sahara alla maestosità della Moschea Hassan II, le immagini restituiscono l’esperienza emotiva e relazionale dei luoghi e delle persone incontrate.
Al centro del progetto, l’incontro con una famiglia berbera: gesti minimi, sorrisi e momenti condivisi diventano il nucleo di un racconto che supera le differenze culturali e materiali. La sequenza espositiva si sviluppa in modo frammentario e poetico, invitando lo spettatore a rallentare, osservare e lasciarsi attraversare da una realtà viva, autentica e profondamente umana.
La mostra con ingresso gratuito sarà visitabile fino al 16 aprile, ogni giorno dalle 17 alle 20, con la presenza dell’autore che accompagnerà turisti, visitatori e abitanti culturali in questa esplorazione.