POLITICA

Sanità, la “cura” Pittella riaccende il confronto politico

Il messaggio è stato forte e chiaro. Dal congresso della Uil Fp, Marcello Pittella è tornato a rimettere al centro del dibattito politico la questione sanità in Basilicata, scuotendo la maggioranza che governa la Regione e aprendo scenari che potrebbero evolversi in una verifica politica dopo il referendum, fino a un possibile rimpasto di giunta.

Con toni decisi e rivendicando la sua conoscenza diretta dei dossier, il presidente del Consiglio regionale ha indicato criticità che, a suo dire, non possono più essere ignorate. “L’aumento e le assunzioni del personale sanitario sono un fatto molto positivo – ha dichiarato – ma non bastano”. Il problema, ha spiegato, resta legato alla qualità e alla quantità dei servizi erogati, oltre che alla tenuta dei conti.

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il fenomeno della mobilità sanitaria, con molti cittadini costretti a curarsi fuori regione. “La sanità è il nervo scoperto dell’Italia, non solo della Basilicata – ha aggiunto – ma serve un colpo di reni per affrontare il deficit di emigrazione sanitaria”.

Di fronte a esponenti istituzionali come Domenico Tripaldi e Michele Napoli, Pittella ha rilanciato una proposta già avanzata nei mesi scorsi: unificare la direzione manageriale del sistema sanitario attraverso un commissariamento. Una posizione netta, sintetizzata in una frase destinata a far discutere: “Manderei a casa tutti i direttori generali”.

Secondo l’esponente di Azione, non si tratta di una questione personale, ma della necessità di affidare il riassetto del sistema a una figura in grado di guidare un processo di ristrutturazione finanziaria ed economica, sottraendolo alle inevitabili mediazioni della politica.

Un’uscita che suona anche come segnale di un malessere politico più profondo, già manifestato in passato, soprattutto rispetto alla gestione dell’assessorato alla Salute. Tuttavia, alle parole di Pittella non sono seguite repliche immediate né da parte del presidente della Regione Vito Bardi né dell’assessore Cosimo Latronico.

A intervenire, invece, è stato il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto, con una posizione tutt’altro che conciliante. Pur riconoscendo la centralità del tema, Quarto ha respinto l’idea che bastino cambiamenti formali per risolvere problemi strutturali.

“La strada intrapresa è chiara ed è quella giusta: investire sul personale, rafforzare la dotazione tecnologica e riorganizzare il sistema sanitario regionale”, ha dichiarato. Secondo il dirigente meloniano, le assunzioni e il potenziamento tecnologico rappresentano leve fondamentali per migliorare i servizi e ridurre i disagi per i cittadini.

Quarto ha inoltre sottolineato che l’attuale fase comporta inevitabilmente un aumento della spesa, ma si tratta di investimenti necessari per invertire la rotta, contenere la mobilità passiva e, nel lungo periodo, attrarre anche pazienti da altre regioni, generando effetti positivi sull’equilibrio complessivo del sistema sanitario lucano.

Resta dunque aperto il confronto politico. Tra silenzi istituzionali e posizioni contrapposte, la sanità si conferma terreno sensibile e decisivo per gli equilibri della maggioranza. E dopo il referendum, il clima potrebbe diventare ancora più caldo.

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