Torino Jazz Festival 2026, “The Sound of Surprise”: oltre 100 eventi per invadere la città

Torino si prepara ad accogliere una nuova edizione del Torino Jazz Festival, giunto al suo quattordicesimo appuntamento, pronto a trasformare la città in un grande spazio musicale diffuso sotto il segno del tema “The Sound of Surprise”.
La rassegna si svolgerà dal 25 aprile al 2 maggio, anticipata da tre giornate inaugurali dal 22 al 24 aprile, con un calendario ricco: oltre cento appuntamenti distribuiti in numerose location, decine di concerti e centinaia di artisti coinvolti.
L’apertura sarà affidata a “Il jazz della Liberazione”, con Moni Ovadia insieme ai Kassiber Ensemble, protagonisti dello spettacolo “Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti”. Un progetto che unisce racconto e musica per rievocare le esperienze delle orchestre jazz nei campi di prigionia nazisti, con particolare attenzione al ghetto di Terezín.
Il programma propone un ampio ventaglio di artisti di rilievo internazionale e nazionale. Tra i protagonisti Bill Frisell, impegnato in una produzione originale con Bill Morrison ed Eyvind Kang, che accompagneranno dal vivo la proiezione di “The Great Flood”. Attesi anche John Scofield e Gerald Clayton, protagonisti dell’appuntamento conclusivo.
Tra gli altri nomi in cartellone figurano Norma Winstone in duo con Glauco Venier, il collettivo Irreversible Entanglements, Fabrizio Bosso e la Italian Instabile Orchestra.
Ampio spazio sarà dedicato anche alle novità, con concerti gratuiti che valorizzano la scena italiana, iniziative rivolte ai giovani e progetti sociali come i “Jazz Blitz”, pensati per portare la musica in contesti di comunità.
L’edizione renderà inoltre omaggio a due icone del jazz mondiale, Miles Davis e John Coltrane, celebrandone il centenario.
“Abbiamo in programma diverse produzioni originali”, ha spiegato il direttore artistico Stefano Zenni, sottolineando l’impegno nella creazione di nuova musica. Una visione condivisa anche dall’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, che ha evidenziato la vocazione sempre più aperta e inclusiva della manifestazione.
Un appuntamento che si conferma tra i più importanti nel panorama musicale, capace di intrecciare tradizione e innovazione, consolidando il ruolo di Torino come punto di riferimento per il jazz a livello internazionale.