Soddisfazione per la Legge sul Terzo Settore, cooperazione determinante
Confcooperative Basilicata e Federsolidarietà Basilicata: "Soddisfazione per la Legge sul Terzo Settore. Il contributo della cooperazione è stato determinante per superare le criticità della proposta iniziale"

Un deficit di pluralità che rischiava di rendere il testo sbilanciato e di generare una profonda incertezza interpretativa tra gli strumenti dell’amministrazione condivisa (co-programmazione e co-progettazione) e le tradizionali procedure di affidamento dei servizi. Un approccio che rischiava di trascurare il ruolo essenziale della cooperazione sociale.
“Di fronte a queste difficoltà, il sistema cooperativo ha scelto la via della responsabilità. Evitando divisioni, irrigidimenti o contrapposizioni che avrebbero generato solo sterili protagonismi” dichiara Giuseppe Bruno, Presidente di Confcooperative Basilicata.
“Abbiamo messo a disposizione le competenze tecniche e giuridiche, formulando diverse proposte di modifica fondamentali per allineare il testo al Codice del Terzo settore e al Codice dei contratti pubblici”.
“È stata fondamentale la disponibilità al dialogo dimostrata dai primi firmatari che con pazienza e dedizione si sono ripiegati a ragionare sul testo, sulle modifiche sulle sue implicazioni sistematiche” sostiene Michele Plati, Presidente Federsolidarietà Confcooperative Basilicata.
“Il recepimento delle nostre istanze, unito agli apporti degli altri consiglieri, ha dato vita a un testo armonico e partecipato, che ribadisce l’importanza della norma in esame”.
Grazie all’intervento della cooperazione organizzata, la legge e la Regione Basilicata nel suo insieme oggi riconoscono esplicitamente il ruolo strategico della cooperazione e dell’impresa sociale, ne rafforzano la rappresentanza all’interno della Consulta regionale e definisce in modo corretto il coinvolgimento delle centrali cooperative nei processi di amministrazione condivisa.
È la dimostrazione evidente che i grandi temi del welfare e dello sviluppo delle comunità non possono essere affrontati in modo parziale, ma richiedono la reale partecipazione di tutti. Le sfide si vincono solo lavorando insieme.
Questa legge deve ora rappresentare un punto di partenza per le nostre comunità. Il prossimo passo è inserire questo traguardo all’interno di una cornice strategica più ampia, collegando il dibattito regionale al Piano d’Azione dell’Unione Europea per l’Economia Sociale.