CARBURANTI, CONFCOMMERCIO POTENZA: NESSUN ALLARMISMO
MA LA GUERRA NON PUÒ DIVENTARE UN PRETESTO PER FARE CASSA

Crescono per il terzo giorno consecutivo i prezzi dei carburanti in Basilicata, spinti dalle tensioni internazionali legate alla crisi in Medio Oriente.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella giornata di ieri il prezzo medio della benzina self in regione ha raggiunto 1,829 euro al litro (sabato era 1,807), mentre il gasolio self è salito a 2,010 euro al litro (1,949 precedente). Restano invece stabili i prezzi medi di Gpl servito (0,690 euro) e metano servito (1,514 euro).
Con questi valori la Basilicata si colloca al terzo posto in Italia per il caro benzina self, dietro Calabria (1,820 euro) e provincia di Bolzano (1,819), mentre sopra la soglia di 1,8 euro si trovano solo pochi altri territori come Valle d’Aosta, Sicilia e provincia di Trento.
Gli aumenti sono collegati al clima di tensione internazionale e alle difficoltà nel transito del greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi israeliani contro depositi e impianti petroliferi in Iran.
Le quotazioni dei prodotti raffinati stanno salendo e di conseguenza aumentano i prezzi alla pompa: la benzina ha raggiunto il livello più alto da quasi un anno e il gasolio il massimo dal 2022.
In questo contesto, Confcommercio richiama alla prudenza e al senso di responsabilità.
«Nessun allarmismo – sottolinea il presidente di Confcommercio Potenza Angelo Lovallo – ma la guerra non può e non deve diventare un pretesto per fare cassa.
L’approvvigionamento di carburanti, allo stato attuale, è regolare e le riserve tengono. In presenza di queste condizioni, eventuali aumenti incontrollati dei prezzi non hanno alcuna giustificazione».
Lovallo richiama anche la posizione espressa a livello nazionale dal vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto Pasquale Russo, secondo cui «in un quadro di grave tensione internazionale è fondamentale mantenere un approccio improntato a equilibrio e responsabilità, evitando di alimentare rincari non coerenti con l’andamento reale del mercato».
Per Confcommercio Potenza è quindi necessario che le istituzioni definiscano una linea chiara per evitare tensioni speculative che finirebbero per pesare su imprese e consumatori.
«Serve un intervento concreto – aggiunge Lovallo – per impedire che il clima di incertezza internazionale si traduca in un ulteriore aggravio per il sistema economico locale, a partire dalle imprese del commercio, del trasporto e della logistica. Strumenti come il meccanismo delle accise mobili annunciato dal Governo possono rappresentare una risposta utile per contenere gli effetti dei rincari».
Confcommercio sottolinea infine come le filiere della mobilità delle merci e delle persone, insieme alla logistica e alla distribuzione, rappresentino un’infrastruttura essenziale per l’economia del territorio: eventuali tensioni sui carburanti rischiano di propagarsi rapidamente lungo tutta la catena dei costi, con effetti diretti su imprese e famiglie.