POLITICA

Uil On The Way 131: le opportunità per le aree Alta Val d’Agri e Sarmento

Per le aree Alta Val d’Agri e Sarmento – in particolare i comuni di Montemurro, San Martino d’Agri, Castelsaraceno e Calvera – ci sono grandi opportunità da cogliere attraverso tre risorse strategiche – acqua, petrolio, bosco – che, se integrate in una visione moderna, possono generare sviluppo sostenibile. E’ il “messaggio” lanciato dalla Uil nella tappa di On The Way 131 dedicata agli incontri con i sindaci di Montemurro (Senatro Di Leo e il Vice Sindaco Domenico Liuzzi), San Martino d’Agri (Mario Antonio Imperatrice e l’Assessore Antonio Cicchelli), Castelsaraceno (Rocco Rosano e i dipendenti e collaboratori comunali) e Calvera (Pasquale Bartolomeo e il Presidente del Consiglio Gaetano D’Alessandro).  Negli incontri il segretario generale della Uil Vincenzo Tortorelli ha illustrato un documento che contiene gli elementi su cui  costruire le prospettive di rilancio –  • forte coesione familiare • identità storica radicata • elevata solidarietà intergenerazionale • senso di appartenenza al territorio Il capitale sociale – e  le criticità –  Rarefazione dei servizi . Progressiva marginalizzazione economica . Emigrazione giovanile strutturale.  Il rischio – sottolinea il segretario della Uil – non è la disgregazione sociale, ma la progressiva perdita di funzione economica del territorio. Per l’Acqua la proposta UIL: • Piano regionale della filiera idrica • Investimenti su reti e riduzione dispersione • Accordi di valorizzazione economica con regioni beneficiarie • Creazione di occupazione nella manutenzione e digitalizzazione delle reti L’acqua deve diventare: • leva economica • strumento di sovranità territoriale • motore di occupazione qualificata.

Nuova visione della risorsa petrolio. La Val d’Agri è uno dei principali bacini petroliferi onshore d’Europa. Occorre superare la logica estrattiva pura e costruire: 1. Fondo permanente per lo sviluppo locale . Investimenti in formazione tecnica avanzata . Transizione energetica guidata dal territorio . Ricerca su energie rinnovabili. Il petrolio deve diventare: • strumento temporaneo di accumulazione • leva per finanziare la diversificazione economica

 

Il bosco e la nuova forestazione produttiva. I comuni della tappa possiedono vasto patrimonio boschivo. Proposta UIL: • Piano di forestazione produttiva moderna • Filiera del legno certificato • Biomassa sostenibile • Manutenzione preventiva contro dissesto idrogeologico La forestazione deve generare: • occupazione stabile • prevenzione frane e incendi • economia circolare La cura del bosco diventa politica industriale ambientale.

 

Strategia integrata di sviluppo. Le tre risorse non devono restare compartimenti separati. UIL propone: • Cabina di regia territoriale • Fondo unico di sviluppo aree interne • Formazione tecnica integrata • Digitalizzazione e innovazione rurale Obiettivo: trasformare la rendita naturale in sviluppo strutturale

 

Siamo partiti da Montemurro – scrive Tortorelli nel “taccuino di viaggio” – un paese che si affaccia sul lago del Pertusillo e che custodisce una storia profonda, segnata da eventi che nel tempo ne hanno cambiato più volte il volto, ma che non hanno mai scalfito la sua anima. Montemurro è la terra della scuola del graffito polistrato montemurrese, una comunità che ha saputo trasformare memoria, arte e identità in patrimonio culturale. Un luogo che racconta resilienza, radici forti e la volontà di guardare avanti. Qui si percepisce chiaramente che, nonostante le trasformazioni e le difficoltà attraversate, resta viva un’anima che resiste e che vuole pensare al futuro, puntando su rinnovamento, sviluppo e nuove opportunità per le giovani generazioni. Proprio a Montemurro si tocca con mano anche una grande sfida per la Val d’Agri: iniziare a ragionare seriamente sul dopo petrolio. Una riflessione necessaria che deve aprire una nuova stagione di sviluppo fondata su altre risorse strategiche del territorio, a partire dall’acqua del Pertusillo, che può diventare un vero volano di crescita, innovazione e nuova occupazione se inserita in una visione moderna e sostenibile.

Il nostro viaggio ci ha portato a San Martino d’Agri, una comunità che sta provando a guardare avanti con una visione nuova: quella della ritornanza come opportunità. Abbiamo incontrato storie concrete di persone che hanno scelto di tornare o di investire qui, dimostrando che la ritornanza può diventare una delle sfide più importanti per il futuro delle aree interne. Non è solo nostalgia o ritorno alle radici, ma la possibilità di costruire nuove opportunità di lavoro, impresa e comunità. Allo stesso tempo, dal confronto con il territorio emerge una consapevolezza sempre più chiara: la risorsa petrolio, che per anni è stata presentata come leva di sviluppo, non ha prodotto risultati concreti per la crescita delle comunità locali e difficilmente potrà rappresentare una prospettiva reale per il futuro. Per questo diventa fondamentale costruire nuove strategie di sviluppo basate sulle vere risorse del territorio, sulla qualità della vita, sulla capacità di attrarre giovani, competenze e nuove idee.

A Montemurro

A Castelsaraceno – riferisce Tortorelli – abbiamo trovato, una comunità che guarda al futuro e che oggi è diventata un simbolo di visione e coraggio.

Qui si trova il Ponte Tibetano di Castelsaraceno, il più lungo del mondo nel suo genere: un’opera che non è soltanto un’infrastruttura turistica, ma rappresenta anche un messaggio potente. Un ponte che unisce territori, comunità e prospettive. Un simbolo di una comunità che non costruisce muri, ma ponti di accoglienza, democrazia e giustizia sociale, guardando con responsabilità alle nuove generazioni. Castelsaraceno è stata una tappa importante perché ci ha dato l’opportunità di confrontarci con lavoratrici e lavoratori, con tante professionalità che negli anni sono cresciute e che oggi rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio. Da qui emerge una consapevolezza chiara: il vero investimento strategico per lo sviluppo delle aree interne resta uno solo, il lavoro.

Il lavoro come leva di crescita economica, come strumento di dignità, come motore di sviluppo delle comunità. Accanto al lavoro ci sono poi i servizi essenziali, che rappresentano la base per rendere i territori vivibili e attrattivi: scuola, sanità, turismo e qualità della vita. Elementi fondamentali su cui costruire una strategia di sviluppo solida e duratura per le aree interne.

La nostra intensa giornata si è conclusa a Calvera, piccolo borgo dalle case bianche, una comunità che vuole resistere e continuare a credere nel proprio futuro. Qui abbiamo incontrato una comunità che non si arrende allo spopolamento e alle difficoltà delle aree interne. Il Sindaco ha espresso con chiarezza una visione fatta di idee, progetti concreti e soprattutto di quella positività e di quel sorriso che appartengono a chi crede ancora nel futuro delle aree interne della Lucania. Anche in un paese che oggi non ha più una scuola si può continuare a costruire futuro: per i giovani, creando nuove opportunità, e per le persone anziane, garantendo servizi e prossimità. In questo senso l’idea di una cooperativa di comunità rappresenta una risposta concreta per rafforzare il tessuto sociale, creare lavoro e mantenere vivi i servizi essenziali.

Da questa tappa portiamo con noi una testimonianza importante: il viaggio intrapreso con On The Way UIL 131 soprattutto nei territori più interni ha lasciato un segno profondo di speranza. Perché anche nei luoghi più piccoli – conclude Tortorelli – vive una grande forza: quella delle comunità che non smettono di credere nel domani.

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