POLITICA

Piano sanitario, concretezza e visione

L'assessore Latronico ribadisce la natura pragmatica del documento. Dopo anni di assenza la Basilicata si dota di uno strumento di programmazione a lungo termine, uno sguardo proiettato ai prossimi dieci anni capace di dare attuazione concreta ed efficiente agli investimenti del Pnrr.

Non è una cornice vuota e non è un esercizio di stile accademico. Il nuovo Piano Sanitario Regionale (PSR) è il frutto di un lungo lavoro di condivisione e visione.

Dopo anni di assenza la Basilicata si dota finalmente di uno strumento di programmazione a lungo termine, uno sguardo proiettato ai prossimi dieci anni capace di dare attuazione concreta ed efficiente agli investimenti del PNRR.

L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, reduce dalla presentazione del Piano in IV Commissione consiliare, tiene a ribadire la natura pragmatica del documento: “Per la prima volta – spiega – ogni euro speso e ogni medico assunto avranno un target misurabile. Senza bussola si naufraga, e noi questa bussola l’abbiamo finalmente tarata”.

Il cuore del Piano tocca il nervo scoperto della sanità lucana: i tempi di attesa. Latronico non parla di futuro ipotetico, cita dati reali: “Le liste d’attesa non si abbattono con la bacchetta magica, ma con la piattaforma unica di prenotazione e il monitoraggio costante che il Piano rende obbligatorio. Non è teoria, è gestione”.

L’assessore entra nel dettaglio dell’Osservatorio sulle liste d’attesa: “I dati ci dicono che siamo sulla strada giusta.

Su 117 prestazioni monitorate ben il 90% è già rientrato nei tempi di attesa previsti, ovvero entro il limite dei 120 giorni. Non solo.

Abbiamo già fatto segnare un incremento del 10% del volume totale delle prestazioni erogate.

Stiamo mettendo in campo l’integrazione pubblico-privato e una digitalizzazione spinta della prenotazione, perché il cittadino non deve più vagare nel buio, ma avere un percorso tracciato e misurabile”.

Sulla carenza di camici bianchi, Latronico è schietto: “Il personale è l’architrave. Proprio per questo il PSR prevede incentivi specifici per le aree interne: non solo gratificazioni economiche, ma percorsi di carriera accelerati e supporto logistico. Vogliamo che un medico veda in un ospedale di periferia una sfida professionale stimolante, non un confino”.

L’assessore rilancia poi sulla sfida digitale: “Quando parliamo di telemedicina non lo facciamo per fare bella figura.

Stiamo dicendo a un anziano di un comune isolato che non dovrà più fare cento chilometri per un controllo di routine. La tecnologia è l’unico modo per annullare le distanze geografiche che oggi si traducono in rischio clinico”.

Il PSR si raccorda così con la legge 2/2017 e con la sanità territoriale, ponendosi come l’evoluzione necessaria di quegli atti.

“Gli ospedali di comunità e le Case della Salute non sono gusci vuoti – sottolinea Latronico – ma i nodi di una rete che mette in comunicazione l’eccellenza ospedaliera con l’assistenza domiciliare”. “La Basilicata – conclude l’assessore – non ha bisogno di un libro di sogni, ma di un manuale d’istruzioni per far funzionare la macchina.

Questo Piano è quel manuale, con scadenze vincolanti e responsabilità chiare. I fatti, come sempre, saranno i nostri unici giudici”.

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