POLITICA

Polimedica: annunciato ricorso Consiglio di Stato contro sentenza Tar Basilicata

La Polimedica S.r.l., nel manifestare la propria delusione per la sentenza n. 80 del 25-2-2026 del TAR Basilicata, che ha rigettato il ricorso contro la DGR Basilicata n. 473/2025 e i conseguenti riparti di budget 2025/26 per la specialistica ambulatoriale, rende noto che proporrà immediato appello al Consiglio di Stato.

La decisione dei Giudici Lucani, infatti, legittima un impianto di programmazione che prescinde dai reali bisogni di assistenza sanitaria della popolazione e che relega la rilevanza del fabbisogno (domanda) di cure sanitarie a un ruolo marginale: soltanto il 6% della spesa complessiva.

Viene premiato, in tal modo, un assetto che privilegia il riparto in base ad un criterio del tutto anacronistico, ossia la spesa storica, registrata nel lontano anno 2014 e recepita nel 2022 (annualità presa a riferimento dalla DGR 473/2025).

Tale assetto – si sottolinea nella nota – non risolve il problema centrale della sanità lucana. I bisogni sanitari della popolazione restano interamente sul tavolo e continuano ad aggravarsi, proprio perché le risorse non vengono orientate verso le liste d’attesa, l’accesso effettivo alle cure, la continuità assistenziale e la riduzione della mobilità sanitaria passiva.

La pronuncia avalla la distribuzione delle risorse secondo logiche conservatrici degli assetti esistenti ed in funzione degli interessi economici degli operatori sanitari, perdendo di vista la stella polare dei bisogni effettivi di chi (il cittadino) necessita di cure.

Eppure l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – già intervenuta in passato, fin dal 1999, sul riparto dei fondi sanitari della Puglia, della Calabria, della Sicilia, della Sardegna, della Campania e della Liguria – nel dicembre del 2025 ha formalmente invitato la Regione Basilicata a non cristallizzare le posizioni degli operatori preesistenti sul mercato ed a consentire “un adeguato sviluppo delle strutture maggiormente efficienti, che possono far valere, ai fini della copertura della spesa, i migliori risultati raggiunti sia in termini di contenimento dei costi che di soddisfacimento della domanda”.

La sentenza sminuisce il rilievo delle osservazioni dell’AGCM a mera attività di “moral suasion”, ossia ad una sorta di paternalistico consiglio, mentre l’Autorità ha chiaramente invitato la Regione a comunicare entro un termine stringente le iniziative adottate per rimuovere le violazioni della concorrenza ravvisate, riservandosi di procedere con ulteriori, più incisive iniziative.

Alla Polimedica non resta altra scelta che proseguire nel contenzioso, in grado di appello, poiché, mentre si rinvia la centralità dei bisogni reali a un futuro indeterminato, oggi la domanda di salute cresce, le famiglie aspettano e la Basilicata continua a pagare un prezzo altissimo in termini di ritardi nelle cure e migrazione sanitaria. Qui non è in gioco un mero interesse aziendale, ma la tenuta stessa dell’offerta sanitaria territoriale.

Con l’appello Polimedica chiederà anche le misure necessarie a evitare che, nelle more del giudizio, l’impianto contestato produca effetti irreversibili sull’organizzazione dell’offerta: riduzione di capacità produttiva, compressione della continuità assistenziale, aggravamento delle liste d’attesa e ulteriore spinta alla mobilità passiva.

Polimedica ribadisce la propria disponibilità al confronto istituzionale, ma sottolinea che il confronto deve poggiare su un principio semplice: le risorse pubbliche devono seguire i bisogni sanitari dei cittadini.

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