POLITICA

Matera diventa “messaggera” di pace

Incontro su Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 alla Farnesina. Il Presidente Bardi: occasione straordinaria per rafforzare la nostra presenza internazionale. Il Ministro Tajani: anche la cultura può essere uno strumento di dialogo.

Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo è “un evento che rilancerà non solo Matera ma anche il Mediterraneo e il messaggio che si vuole mandare è un messaggio di pace.

Il Mediterraneo unisce, ma sappiamo le difficoltà che ci sono, questa manifestazione ha come faro la pace e unire i popoli”.

Così il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a margine dell’incontro che si è tenuto ieri alla Farnesina su Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.

“La cultura – ha aggiunto Bardi – è una forma di diplomazia attiva, capace di rafforzare le relazioni tra territori, istituzioni e comunità.

Questa designazione, e il percorso che ne è derivato – ha concluso – è un’occasione straordinaria per rafforzare la nostra presenza internazionale. Il nostro impegno sarà quello di ripristinare al Mediterraneo la sua secolare funzione come crocevia, incontro tra cultura”.

“Per troppi anni Matera è stata “poco sotto i riflettori” e “sono lieto di presentare questo progetto”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso dell’evento.

“Il Mediterraneo diventa sempre più un cimitero per i migranti che lasciano l’Africa”, ha affermato il ministro, citando poi conflitti come la “guerra che si sta concludendo in Palestina” o il terrorismo “che si rifà vivo” in Africa subsahariana: “Noi siamo un Paese la cui scelta storica è quella di lavorare per la pace”, ha proseguito Tajani, sottolineando che questa “si costruisce con il dialogo e il lavoro costante con tutti i nostri interlocutori”.

Anche la cultura è uno “strumento di dialogo” e per questo il ministro si è augurato che Matera possa trasformarsi in un’area da cui “partano messaggi positivi per la pace”.

“Ringrazio il governo tutto per il sostegno a Matera, città da sempre attiva nel proporsi come luogo di innovazione”, ha detto il sindaco Antonio Nicoletti, che ha poi spiegato che la cerimonia inaugurale del progetto avrà luogo il 20 marzo in un teatro “da troppi anni in restauro” e che per l’occasione sarà un “cantiere-evento”.

A partire da qui verrà dato il via a un ricco programma di eventi, mostre e convegni: “Vivremo mesi in cui le culture si incontreranno. Per una volta parlare di comunità internazionali non significherà parlare di conflitti, ma di dialogo”, ha affermato Nicoletti, che ha concluso il suo intervento parlando dell’orgoglio di rappresentare l’Italia “in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo”.

Il programma si fonda, come spiegato dalla direttrice generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 Rita Orlando, su quattro temi: “stratificazione”, proprio perché Matera è una città che conserva tracce che risalgono al paleolitico; “isolamenti”, poiché la città fa parte di un’area interna, così come “la maggior parte del territorio europeo”, e come tali “possono fare la differenza” con le loro proposte culturali; “lontananza”, quella rispetto ai grandi centri che “non sempre è un limite”; “transumanza”, che ha a che fare con il “movimento di persone che generano nuove idee”.

A partire dal 20 marzo, data della Giornata internazionale della felicità, a Matera sarà un susseguirsi di festival, rassegne cinematografiche e letterarie sul Mediterraneo, mostre, come quelle dedicate a Mimmo Jodice e Adriano Olivetti, ma anche quella sull’archeologia medievale.

Matera “non sarà solo una città, ma una rotta che ci ricorda come il Mediterraneo non sia un confine, ma un ponte”, ha concluso Orlando.

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