Milano Cortina: Tomba esalta i Giochi: ‘Olimpiadi da nove’

Da nove finora. È questo il primo, incoraggiante bilancio dell’Italia olimpica dopo i primi giorni dei Giochi invernali, che hanno già acceso l’entusiasmo del pubblico e acceso la caccia al record storico delle 20 medaglie conquistate a Lillehammer 1994.
Un traguardo che, secondo Alberto Tomba, potrebbe essere non solo eguagliato ma addirittura superato.
L’ex fuoriclasse bolognese dello sci alpino è a Cortina d’Ampezzo, dove ha fatto ritorno dopo aver acceso il braciere di Milano insieme a Deborah Compagnoni.
Un gesto simbolico per promuovere le Olimpiadi italiane, che – a partire dalla cerimonia inaugurale – hanno raccolto applausi e complimenti anche a livello internazionale.
“Organizzazione bellissima – ha sottolineato Tomba – peccato solo per gli spostamenti, che non sono comodissimi da qui a Bormio”. L’unico neo evidenziato dall’ex campione.
All’ombra delle Dolomiti si è parlato anche di tedofori: Gustavo Thoeni ha affidato la torcia a Sofia Goggia, una scelta che Tomba commenta con sincerità: “Forse era meglio se lo faceva Gustavo fino in fondo. Gli atleti in attività, secondo me, non dovrebbero”.
A 28 anni dal ritiro, Tomba resta una star assoluta. Per le strade di Cortina viene fermato di continuo per un saluto o un selfie. “Mi commuove”, confessa.
A pranzo a Casa Italia ha seguito la combinata maschile: “La Svizzera ha meritato l’oro, peccato per noi”. Ma il clima resta positivo: “Meteo perfetto per queste gare, abbiamo già tre medaglie: un argento e due bronzi. Aspettiamo le prossime”.
Seduto al tavolo con lui il presidente della Fisi Flavio Roda, l’olimpionica della marcia Antonella Palmisano e la campionessa di gigante Marta Bassino; poco distante anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.
Il terzo giorno dei Giochi è anche quello del primo bilancio complessivo: nove medaglie in un battito di ciglia per la spedizione azzurra. “Io e il presidente abbiamo detto una ventina – racconta Tomba – ma potrebbero essere anche di più”.
Non è mancato il momento di amarezza nella discesa libera, segnata dal drammatico incidente a Lindsey Vonn, visto da Tomba all’arrivo dell’Olimpia delle Tofane.
“Secondo me doveva lasciare stare Crans Montana – spiega – lì è arrivato l’infortunio, poi qui tutti si aspettavano il risultato”.
Sulla dinamica dell’incidente, il tre volte campione olimpico rivede qualcosa di personale: “È entrata con il braccio nella bandierina, come successe a me ai Mondiali del 1991. Una cosa molto simile”.
Il rammarico è forte: “Peccato, si era preparata ed era tornata dopo cinque anni proprio per questa Olimpiade”. Un’attesa che, secondo Tomba, ha finito per condizionare anche Sofia Goggia.
Le azzurre, però, sono in grande forma. E Tomba spende parole importanti per Federica Brignone: “È fortissima. In discesa non me l’aspettavo così. Ha fatto la tattica giusta, senza esagerare. La discesa è un attimo: sbagli un salto e sei finito”.
L’Italia intanto continua a sognare. Da nove finora, e con lo sguardo già rivolto al prossimo podio.
ANSA
