Milano Cortina: fioccano medaglie per l’Italia, Lollobrigida primo oro a Milano Cortina

Ci sono giorni che si aspettano una vita intera e, quando arrivano, rendono grande l’Italia. A Milano-Cortina il debutto delle gare da medaglia si colora subito di azzurrissimo, con una giornata destinata a restare nella storia dello sport nazionale.
Da Bormio a Rho corre un filo bellissimo fatto di neve e ghiaccio, capace di far esultare, piangere e sognare un Paese intero.
L’Italia mette immediatamente un oro nella casella più preziosa del medagliere e lo fa con Francesca Lollobrigida, la regina della velocità sui pattini.
Tre chilometri di ghiaccio graffiati con potenza e precisione, due tornate capolavoro e un record olimpico che vale tutto: il trionfo perfetto, nel giorno perfetto.
Poco prima, sulla mitica Stelvio di Bormio, la discesa libera aveva già regalato emozioni fortissime. Il podio parla in gran parte italiano: Giovanni Franzoni conquista uno splendido argento, Dominik Paris un bronzo dal sapore eterno.
Davanti a loro solo lo svizzero Franjo Von Allmen, autore di una gara straordinaria, mentre restano giù dal podio campioni del calibro di Marco Odermatt. Tra tribune gremite e tifo “mountain style”, l’Italia vive una delle sue pagine più intense.
Per Franzoni è la definitiva consacrazione tra i grandi della velocità mondiale, al termine di una stagione di Coppa del Mondo da assoluto protagonista.
Il pensiero corre inevitabilmente all’amico Matteo Franzoso, la cui morte improvvisa ha segnato emotivamente l’intero ambiente dello sci alpino. Un dolore che non ha scalfito ambizioni e talento. «Speriamo di essere d’ispirazione per tutti», dice Franzoni, con la claque di casa guidata dal gemello Alessandro.
Per Dominik Paris, invece, quel bronzo vale quasi come un oro. A 37 anni, nell’ultima corsa folle su una delle piste più difficili del mondo, il “Domme” chiude il cerchio di una carriera memorabile. «Questa medaglia chiude un sogno», ammette emozionato. Era l’unico tassello mancante a una collezione straordinaria.
Esultano sugli spalti e nelle sedi istituzionali il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e il suo predecessore Giovanni Malagò, oggi numero uno della Fondazione Milano-Cortina. Giochi che decollano subito: tre medaglie in un solo giorno, guardando all’obiettivo finale di quota 19, fanno sognare in grande.
Il guizzo d’oro di Lollobrigida scatena una vera ola collettiva. Arrivano immediati i complimenti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che solo pochi giorni prima aveva pranzato con i pattinatori al Villaggio Olimpico: «L’ho sentita carica», il messaggio del Capo dello Stato.
Sull’anello ghiacciato, occhi color cielo e unghie laccate di verde, Francesca non ha esitato un istante dopo aver concluso i 3000 metri più belli della sua vita. È corsa verso le braccia del piccolo Tommaso, due anni, avvolto nel tricolore: un bimbo felice quanto — e forse più — della mamma campionessa.
Aveva pensato di smettere, troppo difficile conciliare tutto, soprattutto la distanza dalla famiglia per allenarsi dove il ghiaccio non manca mai. E invece è tornata, più forte di prima. «Mamma e campionessa si può», dice sorridendo. E rilancia anche fuori dal ghiaccio: «A fine stagione penso a un altro figlio, non voglio lasciare Tommaso solo».
L’Italia intanto si tiene stretti i suoi gioielli. I primi, luminosissimi lampi di una Olimpiade che è appena cominciata ma promette già di essere indimenticabile.
ANSA
