CRONACA

Tutte le misure del pacchetto sicurezza

piazze vietate ai violenti, i pm decidono sul fermo preventivo Stretta sui coltelli. Torna l'Albania, migranti trasferiti in Paesi terzi sicuri

Cortei e manifestazioni vietati ai soggetti ritenuti pericolosi, un nuovo registro separato per i reati con “causa di giustificazione”, una linea dura contro baby gang e porto di coltelli tra i giovani, con sanzioni che arrivano fino alle multe per i genitori. È l’impianto del decreto legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce una serie di nuove norme rafforzando misure già previste in un altro disegno di legge, anch’esso licenziato dal governo.

Il provvedimento nasce anche sull’onda di fatti di cronaca recenti, come i disordini avvenuti a Torino e la morte di un giovane studente accoltellato in una scuola di La Spezia, che hanno riacceso il dibattito politico e sociale su sicurezza urbana, violenza giovanile e ordine pubblico.

Nel disegno di legge restano invece altre misure, tra cui lo sgombero immediato delle abitazioni occupate, esteso anche alle seconde case. Intanto, già dalla prossima settimana, è atteso un nuovo pacchetto di norme sull’immigrazione, con il ritorno del cosiddetto sistema Albania, il trasferimento dei migranti verso Paesi terzi sicuri e l’introduzione del controverso “blocco navale”, ovvero l’interdizione delle acque territoriali. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare entro giugno pronti all’entrata in vigore delle nuove regole europee in materia migratoria.

Le misure principali del decreto

Fermo preventivo durante le manifestazioni
Durante lo svolgimento di cortei o eventi pubblici, le forze di polizia potranno accompagnare e trattenere fino a 12 ore persone ritenute pericolose per fondati motivi. Il provvedimento potrà riguardare anche chi ha precedenti o segnalazioni specifiche negli ultimi cinque anni. Il pubblico ministero sarà sempre informato e potrà disporre il rilascio immediato.

Un nuovo registro per le cause di giustificazione
Nei casi in cui risulti evidente una causa di giustificazione – come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere, l’uso legittimo delle armi o lo stato di necessità – l’autore del fatto non verrà automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Sarà invece inserito in un registro separato, che garantisce comunque i diritti di difesa. Spetterà al pm decidere se procedere o meno con l’iscrizione formale.

Un nuovo Daspo per manifestazioni e assembramenti
Il giudice potrà disporre il divieto di partecipazione a riunioni e assembramenti pubblici nei confronti di chi è condannato per reati gravi, come attentati con finalità terroristiche o eversive, devastazione e saccheggio, oppure lesioni ai danni di agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri.

Stop ai coltelli per i minorenni
Sarà vietata la vendita di coltelli e oggetti da taglio ai minori, anche attraverso il web e le piattaforme elettroniche. Inoltre, per tutti scatterà il divieto assoluto di porto di lame flessibili, acuminate o taglienti oltre i 5 centimetri, coltelli a scatto o a farfalla e strumenti di facile occultamento. Le pene previste vanno da 1 a 3 anni di reclusione. Se il fatto è commesso da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori.

Rapine aggravate delle gang: fino a 25 anni di carcere
Viene introdotto il nuovo reato di rapina aggravata commessa da gruppo organizzato armato, con pene severissime: reclusione da 10 a 25 anni. La norma riguarda in particolare rapine in banche, uffici postali, sportelli automatici, mezzi per il trasporto valori e locali destinati alla custodia di denaro.

Immigrazione: Albania, Paesi sicuri e blocco navale

Il capitolo immigrazione sarà affrontato con un terzo provvedimento ad hoc, atteso nei prossimi giorni. Al centro ci saranno l’interdizione delle acque territoriali, definita come blocco navale, e la possibilità di trasferire i migranti in Paesi terzi sicuri, laddove esistano accordi bilaterali, per lo svolgimento delle procedure di asilo.

Un pacchetto complessivo che segna una decisa stretta securitaria, destinata a far discutere sia sul piano politico sia su quello dei diritti civili, mentre il Parlamento si prepara all’esame dei testi.

ANSA

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