Governo approva il pacchetto sicurezza. Meloni: ‘Non misure spot ma un tassello per la libertà e la sicurezza ai cittadini’
La premier sui social elenca le misure approvate dal Consiglio dei ministri. Piantedosi: 'Proficua interlocuzione con Colle, fermo preventivo sempre stato così'

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo pacchetto di provvedimenti in materia di sicurezza, che si inserisce – secondo il governo – in una strategia strutturale avviata fin dall’inizio della legislatura.
“Non sono misure spot, ma ulteriori tasselli di un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”, ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivendicando la linea dell’esecutivo.
Tra i punti centrali del decreto sicurezza c’è l’introduzione del fermo di prevenzione, illustrato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Cdm.
Il ministro ha chiarito che il provvedimento è stato oggetto di una costante interlocuzione con il Quirinale e che il testo finale ricalca l’impostazione originaria.
“Non è una misura liberticida – ha sottolineato – ed è presente in molti ordinamenti. È previsto il rapporto con l’autorità giudiziaria: il pubblico ministero viene informato immediatamente e può disporre la liberazione se non sussistono le condizioni”.
Il fermo consente di accompagnare una persona ritenuta pericolosa in un ufficio di polizia e trattenerla fino a un massimo di dodici ore, in presenza di gravi indizi legati al rischio di reati durante manifestazioni pubbliche. “Si tratta di prevenzione – ha aggiunto Piantedosi – per evitare che si ripetano episodi violenti come quelli registrati negli ultimi giorni”.
Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha richiamato il passato: “Fenomeni come quello delle Brigate rosse sono nati anche da una sottovalutazione iniziale dell’aggressività contro le forze dell’ordine. Oggi cerchiamo di intervenire prima, con strumenti di prevenzione”.
Il decreto introduce inoltre il divieto di partecipazione a riunioni o assembramenti pubblici, disposto dal giudice in caso di condanna per reati gravi, come terrorismo, devastazione e saccheggio o lesioni a danno di agenti, sanitari e arbitri. La violazione del divieto comporta pene da quattro mesi a un anno di reclusione. Il questore potrà inoltre imporre l’obbligo di presentazione presso uffici di polizia nei giorni delle manifestazioni vietate.
Rafforzate anche le norme sul porto e la vendita di armi improprie: vietata la vendita ai minori, anche online, di strumenti da punta e taglio, con sanzioni fino a 12mila euro e revoca della licenza in caso di recidiva. È previsto l’obbligo di un registro elettronico delle vendite e nuove fattispecie penali per il porto di coltelli e lame oltre determinate lunghezze, con pene fino a tre anni di reclusione. In caso di minorenni, la sanzione amministrativa ricade sui genitori.
Sul fronte dell’immigrazione, il decreto modifica il Testo unico prevedendo il divieto di ingresso in Italia per chi abbia commesso determinati reati legati ad armi ed esplosivi. Viene inoltre rafforzato l’obbligo di cooperazione degli stranieri detenuti nei centri per migranti ai fini dell’identificazione, elemento che potrà incidere sulla valutazione di pericolosità in vista dell’espulsione.
Istituito anche un fondo da 50 milioni di euro per il 2026, destinato a rafforzare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle aree limitrofe, attraverso accordi tra Viminale, Ministero delle Infrastrutture e Ferrovie dello Stato.
Nel Cdm sono stati approvati anche altri provvedimenti: il decreto legislativo per recepire la direttiva europea sulla trasparenza retributiva e la parità salariale e il decreto legge sul Ponte sullo Stretto, con disposizioni urgenti su commissari straordinari e concessioni.
Sul tema sicurezza è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, precisando alcune dichiarazioni riportate dalla stampa: “Ho detto che ai loro occhi può sembrare uno ‘stato di polizia’, ma il provvedimento in itinere rispetta pienamente la Costituzione. Eventuali abusi, se denunciati, verrebbero valutati ex post”.
Soddisfazione dalla Lega: “Un’ottima notizia, dalle parole ai fatti”, fanno sapere fonti del partito. Intanto il ministro Piantedosi ha annunciato che la prossima settimana il governo valuterà un pacchetto più ampio sull’immigrazione, in vista dell’entrata in vigore delle nuove norme europee entro giugno, compresa l’interdizione delle acque territoriali e il trasferimento dei migranti in Paesi terzi sicuri sulla base di accordi bilaterali.
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ANSA
