Vulture “Città italiana del vino 2026”
A Roma la cerimonia ufficiale del passaggio della bandiera. E' intervenuto il Presidente Vito Bardi: "Il Vulture ha dimostrato che anche un territorio piccolo può generare una grande visione, trasformando le aree interne da periferie a centri di innovazione culturale e sociale”.

Nel suo intervento, il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha sottolineato come questo evento rappresenti un momento di riscatto per l’intero Sud: “Oggi celebriamo un Mezzogiorno che corre autonomamente verso i grandi obiettivi di crescita.
Il Vulture ha dimostrato che anche un territorio piccolo può generare una grande visione, trasformando le aree interne da periferie a centri di innovazione culturale e sociale”.
Il Presidente ha ricordato il valore millenario delle terre nate dall’antico vulcano, dove la storia di Federico II di Svevia e le Costituzioni di Melfi si intrecciano alla sapienza contadina: “Il vino, qui, è un codice identitario.
Il nostro dossier ha mostrato all’Italia che il Vulture è un ecosistema culturale completo, un modello di governance tra pubblico e privato che può fare scuola nel Paese”.
Bardi ha rivolto un’analisi al contesto economico attuale, evidenziando la resilienza del comparto vitivinicolo lucano: “Nonostante un quadro internazionale complesso e l’introduzione di dazi su alcuni prodotti europei, l’Aglianico del Vulture ha dimostrato una straordinaria capacità di tenuta.
I dazi non hanno inciso significativamente sul nostro export: è il segno della qualità imbattibile dei nostri prodotti e del lavoro costante del Governo nazionale e del Ministro Lollobrigida a tutela del Made in Italy e contro le contraffazioni”.
Il titolo di “Città Italiana del Vino” inaugura un biennio ricco di sfide: “Questo riconoscimento è un patto con le nostre comunità”, ha concluso Bardi.
“Continueremo a investire sui giovani, sull’enoturismo e sulla sostenibilità. La Basilicata è pronta ad accogliere il mondo: vi aspettiamo nelle nostre terre per scoprire il cuore pulsante della regione”.
