POLITICA

Meloni a Torino per visitare gli agenti feriti negli scontri

'Domani riunione di governo, valutiamo il decreto sicurezza'

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata oggi a Torino per incontrare gli agenti e i militari rimasti coinvolti negli scontri avvenuti ieri durante il corteo pro Askatasuna.

La premier ha fatto visita, per circa dieci minuti, a due agenti delle forze dell’ordine ricoverati presso l’ospedale torinese delle Molinette, portando loro la solidarietà del Governo e dell’intero Paese.

“Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza.

Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”, ha scritto Meloni sui social, pubblicando una foto della visita all’ospedale. La premier ha spiegato di essersi recata alle Molinette “per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri”.

Parole durissime quelle usate dalla presidente del Consiglio nei confronti dei responsabili delle violenze: “Ora sarò chiara.

Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”.

Meloni ha poi sottolineato di aspettarsi una risposta netta dalla magistratura: “Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono. Se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha invocato “nessuna tolleranza con i violenti” e l’approvazione immediata del nuovo pacchetto sicurezza.

Salvini ha ribadito la proposta leghista di introdurre l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza: “Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no”.

Ancora più duro il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “guerriglieri” e “bande armate” con l’obiettivo di colpire lo Stato.

In un lungo intervento sui social, Crosetto ha descritto un’azione organizzata militarmente, con oltre mille persone dotate di molotov, bombe carta piene di chiodi, jammer per disturbare le comunicazioni, spranghe di ferro, scudi, caschi e catapulte per il lancio di pietre. Il ministro ha anche riferito di essersi recato al Comando Provinciale dei Carabinieri di Torino per incontrare alcuni militari coinvolti nelle violenze.

Solidarietà agli agenti feriti è arrivata infine dal capo della Polizia, Vittorio Pisani, che ha inviato loro una lettera di ringraziamento.

“Il servizio di ordine pubblico affrontato ieri a Torino ha ancora una volta messo in luce la vostra dedizione e professionalità, anche a rischio della vostra incolumità”, ha scritto Pisani, definendo l’impegno degli agenti “garanzia per la tutela delle istituzioni democratiche e per la sicurezza delle nostre comunità”.

ANSA

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