Bombe carta e roghi, a Torino guerriglia per Askatasuna. Meloni: ‘Colpito lo Stato, la magistratura faccia la sua parte’
La premier: 'Il governo ha rafforzato gli strumenti per contrastare l'impunità'. Piantedosi: 'Antagonisti violenti, un pericolo per la democrazia'

Hanno aspettato il buio per staccarsi dal corteo nazionale in difesa di Askatasuna e tentare di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine.
A Torino la manifestazione si è conclusa con ore di violenti scontri tra gruppi di autonomi e anarchici e la polizia, in una escalation che ha trasformato alcune zone della città in un vero e proprio teatro di guerriglia urbana.
Bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali ricavati da tubi di metallo sono stati lanciati contro gli agenti.
Gli episodi più gravi si sono verificati dietro il campus universitario Luigi Einaudi e, già in precedenza, in corso Regina Margherita 47, storico indirizzo che per quasi trent’anni – fino al 18 dicembre scorso – ha ospitato il centro sociale Askatasuna.
La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata: lacrimogeni e cariche di alleggerimento hanno dato vita a un faccia a faccia durato oltre un’ora e mezza.
Fiamme si sono levate da cassonetti, masserizie accumulate ai lati delle strade e persino da un blindato della polizia, poi spento dagli stessi agenti. In strada è stato scagliato qualsiasi oggetto disponibile: sedie di locali chiusi, transenne e pali della segnaletica stradale divelti.
Il corteo aveva visto una partecipazione numerosa: 15 mila persone secondo le forze dell’ordine, fino a 50 mila per gli organizzatori.
In piazza sindacati di base, associazioni, militanti di centri sociali provenienti anche dall’estero, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare e alcuni esponenti politici, tra cui il deputato di Avs Marco Grimaldi.
«È un corteo enorme – ha dichiarato – che dimostra da che parte sta Torino: contro la repressione e contro chi pensa di cancellare i centri sociali dalle mappe culturali e solidali della città».
Durissima la reazione del mondo politico dopo gli scontri. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha parlato di «orgoglio di violenza e sopraffazione» e di una «pratica fascista dello scontro fisico».
Ancora più netto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia: «Askatasuna e il resto della feccia dei centri sociali hanno provocato feriti tra le forze dell’ordine. Questi criminali vanno messi all’angolo».
Solidarietà alle forze dell’ordine è arrivata anche dai deputati della Lega Elena Maccanti e Alessandro Benvenuto.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha dichiarato: «Askatasuna in basco vorrà pure dire libertà, ma a Torino significa solo delinquenza, illegalità e violenza».
Sulla stessa linea il sindaco Stefano Lo Russo: «Comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e causato danni gravissimi alla città».
Per la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone quanto accaduto è «terrorismo rosso», mentre Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, accusa apertamente i «protettori politici» dei manifestanti violenti.
In serata è iniziata la conta dei feriti: sei persone ricoverate in due ospedali cittadini alle 19, con un bilancio ancora in aggiornamento.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di «antagonisti che rappresentano un pericolo per la convivenza civile e la democrazia», denunciando presunte coperture politiche.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo sui social, ha ribadito: «Questi non sono dissenso né protesta, ma aggressioni violente contro lo Stato. Devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti».
Condanna netta anche dal Partito democratico. La segretaria Elly Schlein ha definito «inqualificabili» le immagini arrivate da Torino, esprimendo solidarietà agli agenti, ai giornalisti colpiti e alla città, e auspicando che i responsabili vengano individuati rapidamente.
Una giornata che, partita come manifestazione politica, si è conclusa lasciando dietro di sé feriti, danni e un clima di fortissima tensione destinato a riaccendere lo scontro politico nazionale.
ANSA
