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Hawass, nuovi segreti emergono dalla tomba di re Userkaf a Saqqara

Il sito archeologico di Saqqara, in Egitto, continua a rivelare nuovi e affascinanti segreti, in particolare quelli legati alla tomba del figlio del re Userkaf, primo sovrano della V dinastia.

La sepoltura, scoperta da una missione egiziana nell’aprile scorso, è tuttora oggetto di studio e promette di offrire nuove chiavi di lettura sulla complessa storia del sito.

A darne notizia è stato l’egittologo di fama mondiale Zahi Hawass, che ha accompagnato una delegazione australiana in visita all’area archeologica.

La scoperta è frutto del lavoro di una missione congiunta egiziana, composta da studiosi del Consiglio Supremo delle Antichità e della Fondazione Zahi Hawass per l’Archeologia e il Patrimonio.

Tra i ritrovamenti più significativi spicca, per la prima volta, una falsa porta in granito rosa alta 4,5 metri e larga 1,15, decorata con iscrizioni geroglifiche che elencano i prestigiosi titoli del principe, tra cui Vice-Ministro, Giudice e Scriba Reale.

Un elemento di straordinaria importanza, che testimonia il ruolo politico e amministrativo di primo piano ricoperto dal figlio di Userkaf.

All’interno della tomba è stato inoltre rinvenuto un gruppo di statue raffiguranti il re Djoser, la sua consorte e le loro dieci figlie.

Gli studi in corso confermano che queste statue furono spostate dalla loro collocazione originaria, nei pressi della Piramide a Gradoni, e trasferite nella tomba del principe Userferre durante il Periodo Tardo. Un trasferimento che rappresenta ancora oggi un vero e proprio enigma archeologico, al centro delle ricerche della missione.

Ulteriori elementi di grande interesse comprendono un tavolo per le offerte in granito rosso, sul quale sono incise in modo dettagliato le liste delle offerte rituali, e una statua in granito nero alta 1,17 metri, databile alla XXVI dinastia, che conferma il riutilizzo della tomba in epoche successive.

Di particolare rilievo anche il ritrovamento di una collezione unica di 13 statue in granito rosa, insieme alle teste di statue raffiguranti le mogli del proprietario della tomba: una scoperta senza precedenti nell’area di Saqqara.

Secondo Zahi Hawass, il sito conserva ancora oltre il 70% dei suoi tesori sepolti sotto la sabbia, rendendo Saqqara una delle aree archeologiche più promettenti dell’Egitto.

«La missione sta continuando il suo lavoro – ha dichiarato Hawass al termine della visita – per portare alla luce gli elementi rimanenti di questa tomba unica, che dimostra giorno dopo giorno come la terra dell’Egitto nasconda ancora meraviglie straordinarie».

ANSA

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