POLITICA

Svizzera: ‘Entro la fine della settimana squadre investigative comuni con l’Italia’ per la strage di Crans-Montana

Il Ministero pubblico del Cantone del Vallese ha comunicato all’Ufficio federale di giustizia (Ufg), in qualità di autorità centrale svizzera per l’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, che entro la fine della settimana darà seguito alla richiesta avanzata dall’Italia.

Lo riferisce una dichiarazione dell’Ufg, nella quale si sottolinea che le autorità di perseguimento penale dei due Paesi hanno anche la possibilità di costituire squadre investigative comuni, come previsto dall’articolo 20 del secondo protocollo aggiuntivo della Convenzione europea di assistenza giudiziaria.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero, che ha dichiarato di aver preso atto della richiesta italiana di una stretta collaborazione tra le autorità giudiziarie svizzere e italiane per chiarire le circostanze del tragico incendio di Crans-Montana.

«Svizzera e Italia perseguono il medesimo obiettivo – si legge nella nota diffusa all’ANSA –: le circostanze che hanno condotto alla morte di 40 giovani provenienti da numerosi Paesi devono essere chiarite con rapidità, trasparenza e in modo esaustivo, e i responsabili devono essere chiamati a risponderne».

Il Dipartimento ha inoltre ribadito che la competenza sull’inchiesta è della giustizia vallesana e non della politica, richiamando il principio della separazione dei poteri.

Intanto emergono nuovi elementi dall’inchiesta penale condotta dalla procura di Sion. In un’intervista esclusiva all’agenzia Keystone-ATS, il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha ammesso di sentire «il peso della responsabilità» per quanto accaduto. «Sono colpevole agli occhi di molta gente.

Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia, e le affronterò», ha dichiarato, precisando di non essere ancora stato interrogato. Il primo cittadino ha anche rivelato di aver ricevuto minacce di morte dopo l’incendio e che numerosi dipendenti comunali sono rimasti profondamente traumatizzati dal dramma.

Féraud ha inoltre riconosciuto come un errore il mancato gesto di scuse alle vittime durante la conferenza stampa del 6 gennaio.

«Mi rammarico di non aver chiesto scusa a nome del Comune. In un contesto emotivamente molto difficile ho privilegiato la prudenza, invece di lasciare spazio alle emozioni», ha spiegato.

Sul fronte delle responsabilità tecniche, l’inchiesta ha acquisito diversi messaggi vocali attribuiti a Jacques Moretti, proprietario del locale Constellation, teatro del rogo di Capodanno.

In uno di questi, Moretti invita un collaboratore a rimuovere e testare la schiuma fonoassorbente che si stava staccando dal soffitto: «Prova a toglierne una e vedi se cade… dimmi se va bene». Dopo aver ricevuto video e aggiornamenti, l’imprenditore avrebbe autorizzato a proseguire con la rimozione dei pannelli.

A conferma del deterioramento del materiale, l’avvocato Romain Jordan, che rappresenta numerose famiglie delle vittime, ha consegnato agli inquirenti due video che mostrano tentativi artigianali di fissare i pannelli acustici con stecche da biliardo.

Lo stesso Moretti ha riferito di aver testato personalmente la schiuma con un cannello, constatando che bruciava facilmente: «L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito», ha raccontato agli inquirenti.

Moretti ha inoltre ricordato che nel 2018 e nel 2019 il locale era stato sottoposto a controlli di sicurezza da parte del Comune e dei vigili del fuoco, senza che fossero sollevate osservazioni.

Infine, l’avvocata Nina Fournier, legale di alcune famiglie delle vittime, ha segnalato alla procura generale di Sion una riunione che sarebbe stata organizzata una settimana dopo l’incendio con dipendenti ed ex dipendenti dei locali della famiglia Moretti.

Secondo la legale, l’incontro potrebbe configurare un tentativo di influenzare le future deposizioni. Accusa respinta da Jessica Moretti, che ha negato qualsiasi iniziativa in tal senso, sostenendo che i dipendenti si sarebbero riuniti autonomamente.

ANSA

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