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Schiaparelli a Parigi, le creature fantastiche di Roseberry ispirate dalla Sistina

L’idea fondante della nuova collezione di alta moda Schiaparelli per la primavera/estate 2026 ha preso forma nell’ottobre scorso, durante un periodo di isolamento creativo vissuto dallo stilista Daniel Roseberry nei dintorni di Roma.

È stato in quell’occasione che, quasi per caso, una visita improvvisata alla Cappella Sistina ha acceso la scintilla da cui è nato l’intero progetto.

Da questa esperienza personale e profondamente emotiva è scaturita la visione creativa che ha inaugurato, questa mattina, la settimana dell’haute couture di Parigi, in programma fino al 29 gennaio.

La sfilata, ospitata al Petit Palais, ha attirato un parterre internazionale di celebrità: tra i presenti Demi Moore, Carla Bruni, Jeff Bezos con la moglie Lauren Sanchez, in un tailleur rosso acceso, Vincent Cassel, Teyana Taylor, Sophie Marceau e Chiara Ferragni.

Roseberry ha raccontato come gli affreschi di Michelangelo lo abbiano colpito per la loro forza immaginativa e per una rappresentazione della fede intensa, fragile e al tempo stesso grandiosa.

Un linguaggio visivo che lo stilista definisce “selvaggio, romantico ed emotivamente esuberante”, capace di parlare della condizione umana oltre che del sacro. «Michelangelo ha risvegliato il mondo – ha spiegato – e, a cinquecento anni di distanza, ha risvegliato anche me».

Quella rivelazione si riflette in ogni dettaglio della collezione, dove le silhouette si trasformano in vere e proprie sculture: linee nette che diventano code di scorpione, pungiglioni, dentature di serpente, becchi modellati in resina e occhi gioiello in cabochon. In passerella prendono forma creature ibride, tra rettili e aracnidi, che fondono moda, arte e immaginazione.

I capi sono realizzati con pizzi intagliati a mano, piume dipinte una a una, superfici aerografate o inglobate in resina e cristalli.

Tra le creazioni più emblematiche spicca un tailleur con gonna costruito su strati di tulle e organza, impreziosito da cristalli che richiamano le sfumature iridescenti del pesce palla.

L’intera palette cromatica si ispira agli uccelli del paradiso, con tonalità che vanno dal rosa al turchese, culminando in una giacca-scultura che ne rappresenta la massima espressione.

Accanto al mondo animale, emergono anche riferimenti diretti all’immaginario surrealista di Elsa Schiaparelli, in particolare il motivo del buco della serratura, uno dei simboli più iconici della fondatrice.

L’universo creativo di Schiaparelli rivisitato da Roseberry sarà presto protagonista anche di importanti appuntamenti internazionali: dal 28 marzo al Victoria & Albert Museum di Londra aprirà la prima grande mostra dedicata alla maison nel Regno Unito, mentre il 4 febbraio Hong Kong ospiterà l’inaugurazione della prima salon-boutique presso il Landmark Prince’s Building, pensata per ricreare l’atmosfera onirica dei saloni parigini di Place Vendôme.

Un’intensa attività che conferma l’impegno della maison – oggi di proprietà di Diego Della Valle – nel portare avanti l’eredità creativa di Schiaparelli, tra alta moda e prêt-à-porter. «In molti mi chiedono quale sia oggi il significato della couture – conclude Roseberry –. Non è pensata per la quotidianità.

Per me è uno spazio di libertà assoluta, che mi riconnette al ragazzo pieno di sogni che ero, quando scelsi di seguire la fantasia e il potere immaginifico che solo la moda sa ancora offrire».

ANSA

 

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