Liguria 29 borghi tra i più belli d’Italia riconosciuti dall’Anci

Sale a ventinove il numero dei centri storici liguri entrati a far parte della rete de “I Borghi più belli d’Italia”, l’iniziativa promossa dall’omonima associazione istituita nel 2002 in seno alla Consulta Turismo di ANCI.
La Liguria si conferma così quarta a livello nazionale per numero di località premiate, come sottolineato dall’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi in occasione della cerimonia di conferimento del riconoscimento a Pieve di Teco, in provincia di Imperia.
Il territorio imperiese guida la classifica regionale con undici borghi inseriti nel circuito: Apricale, Badalucco, Ceriana, Cervo, Diano Castello, Lingueglietta, Perinaldo, Seborga, Taggia, Triora e, da oggi, Pieve di Teco. Seguono la provincia di Savona con nove località – Castelvecchio di Rocca Barbena, Celle Ligure, Colletta di Castelbianco, Finalborgo, Laigueglia, Millesimo, Noli, Verezzi e Zuccarello – e la Città Metropolitana di Genova, rappresentata da Campo Ligure e Moneglia. Completano il quadro i sette borghi spezzini: Brugnato, Deiva Marina, Framura, Montemarcello, Tellaro, Varese Ligure e Vernazza.
Con questo risultato, la regione si colloca immediatamente dopo Umbria (33 borghi), Marche (32) e Toscana (30).
«L’ingresso di Pieve di Teco porta a 29 i comuni liguri insigniti del marchio, undici dei quali nell’Imperiese, consolidando il ruolo della Liguria tra le eccellenze italiane», commenta Lombardi. «Il riconoscimento valorizza la qualità del tessuto urbano, la salvaguardia dei beni storici e il coinvolgimento attivo della comunità.
Non si tratta di un semplice attestato simbolico, ma di una certificazione ottenuta attraverso un’analisi approfondita basata su parametri architettonici, storici, urbanistici e legati alla qualità della vita».
Secondo l’assessore, Pieve di Teco incarna un esempio virtuoso di borgo dell’entroterra ligure, capace di unire radici storiche, servizi efficienti e appeal turistico, affermandosi come riferimento per l’intera Alta Valle Arroscia.
«Il riconoscimento rappresenta un traguardo significativo, ma soprattutto l’avvio di nuove opportunità: progettazione condivisa, collaborazione tra territori e strategie di promozione orientate a uno sviluppo turistico sostenibile e di alto livello».
ANSA
