Crea sanità, spesa privata delle famiglie raddoppiata in 40 anni

Il peso delle spese sanitarie sostenute direttamente dalle famiglie sui bilanci domestici è aumentato in modo significativo nel corso degli ultimi decenni.
Dal 1978, anno di istituzione del Servizio sanitario nazionale, a oggi l’incidenza è più che duplicata, arrivando mediamente al 4,3% del reddito familiare.
La percentuale sale fino al 6,8% tra i nuclei con un livello di istruzione più basso, mentre l’impatto maggiore ricade sulle fasce economicamente più fragili: la quota di spesa privata a carico del 60% delle famiglie con redditi più contenuti è passata dal 27,6% al 37,6%.
Nel complesso, la spesa sanitaria privata ammonta a 43,3 miliardi di euro, una cifra che rappresenta quasi il 25% dell’intera spesa sanitaria nazionale.
Questi dati emergono dal 21° Rapporto Sanità elaborato dal Crea – Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità – presentato oggi al Cnel.
L’analisi evidenzia anche forti differenze territoriali. Nel Nord del Paese l’aumento della spesa privata è cresciuto in linea con l’andamento del reddito disponibile, mentre nel Centro e nel Sud l’incremento è stato decisamente più marcato, sottraendo risorse ad altri capitoli di spesa familiare.
Secondo il Rapporto, questo comportamento indica come le famiglie considerino le prestazioni sanitarie al di fuori del perimetro del Ssn come indispensabili e non rinviabili.
Dal Crea, nato come consorzio promosso dall’Università di Roma Tor Vergata e dalla Fimmg, arriva infine un monito: senza un profondo ripensamento del modello attuale, il Servizio sanitario nazionale rischia di non riuscire a rispondere in modo adeguato alle nuove esigenze della popolazione, influenzate non solo dall’evoluzione demografica, ma anche dai cambiamenti nella struttura sociale del Paese.
ANSA
