POLITICA

Vitalizi ai consiglieri regionali, Summa (Spi Cgil Basilicata): “Norma da ritirare subito, è una lesione della democrazia”

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Si ritiri subito la norma e si proceda all’approvazione senza ulteriori rinvii dei regolamenti attuativi previsti dallo Statuto regionale”

“Ancora una volta il privilegio si conferma il mantra della maggioranza del Consiglio regionale, a partire dal suo presidente.

Dopo le nostre denunce dell’agosto 2024 sull’aumento degli stipendi dei consiglieri regionali, mascherato dall’incremento delle risorse ai gruppi consiliari (2 mila euro al mese, oltre 570 mila euro l’anno), solo dopo l’intervento della Corte dei Conti che ha ritenuto tale norma in contrasto con la legge Monti — che vieta l’aumento dei costi della politica regionale — sono tornati indietro.

Sono però di nuovo ritornati alla carica, senza pudore, con una norma ancora più obbrobriosa e inaccettabile da casta, introducendo un vitalizio retroattivo di dieci anni, privilegio previsto anche per i loro eredi”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Ancora più grave – aggiunge – è il meccanismo adottato: dietro la furbizia malcelata di una trattenuta dell’8,6 per cento sull’indennità mensile di 6.700 euro (circa 580 euro), la Regione aggiunge altri 1.595 euro mensili per ogni consigliere regionale in carica.

Grazie alla retroattività, tale beneficio potrà essere esteso a tutti i consiglieri che hanno ricoperto la carica dal 2014, per un arco di dieci anni.

Si tratta di una spesa enorme a carico dei cittadini, mentre lavoratori e famiglie vivono la realtà della cassa integrazione e pensioni minime da 500 euro.

È ormai evidente una classe dirigente che utilizza le istituzioni esclusivamente per il proprio tornaconto. Altro che dibattito sul futuro di Stellantis o sul mobile imbottito: di imbottito c’è solo la loro ingordigia. Il tutto si riduce a un teatrino per teatranti.

A ciò – precisa Summa – si aggiunge una gravissima lesione democratica: viene di fatto negato ai cittadini lucani l’esercizio del diritto referendario per abrogare norme ritenute sbagliate.

A distanza di quasi due anni dalla nostra istanza con cui chiedevamo l’approvazione dei regolamenti attuativi dello Statuto regionale, necessari per garantire tale diritto di voto, non è arrivata alcuna risposta. Silenzio assoluto, sia dalla maggioranza che dalla minoranza.

Ci auguriamo un sussulto di responsabilità da parte di questa classe dirigente: il ritiro immediato della norma – conclude Summa – e l’approvazione senza ulteriori rinvii dei regolamenti attuativi previsti dallo Statuto regionale, affinché i cittadini possano finalmente esercitare i propri diritti democratici”.

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