Venezuela, l’esercito: ‘Riconosciamo la presidenza di Rodriguez’. Rubio: ‘Non è legittima’

Nella notte di Capodanno, un assalto senza precedenti ha avuto luogo in Venezuela, orchestrato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con l’obiettivo di catturare Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores.
I due, sorpresi nel sonno, sono stati incriminati e processati negli Stati Uniti per narcotraffico e terrorismo. Trump ha annunciato un possibile nuovo attacco, promettendo che gli Stati Uniti “gestiranno il paese fino alla transizione”.
Nel frattempo, la leader dell’opposizione, María Corina Machado, ha dichiarato che è giunto “il momento della libertà”, sebbene Trump ritenga che la Machado non abbia il sostegno necessario per governare.
La Corte Suprema venezuelana ha ordinato a Delcy Rodríguez di assumere la presidenza ad interim.
Il blitz, secondo il New York Times, ha provocato almeno 40 morti tra militari e civili. Maduro e sua moglie sono stati trasferiti a New York, al Metropolitan Detention Center (MDC), un carcere federale di Brooklyn noto per ospitare prigionieri celebri come Joaquin “El Chapo” Guzmán.
Notizie correlate:
- Marco Rubio: ha dichiarato che la vicepresidente Delcy Rodríguez non è “la presidente legittima del Venezuela”, e che qualsiasi transizione dovrà avvenire tramite elezioni.
- Ministero della Difesa di Caracas: ha denunciato l’assassinio “a sangue freddo” delle guardie del corpo di Maduro durante l’operazione statunitense.
- Rubio su Cuba: ha sottolineato come il governo cubano rappresenti un “grande problema” per gli Stati Uniti.
- Lula da Silva: ha condannato l’intervento militare statunitense, proponendo una mediazione per il dialogo tra Washington e Caracas.
Altre dichiarazioni e reazioni internazionali:
- Amnesty International: ha espresso preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani causate dall’operazione, chiedendo agli Stati Uniti di rispettare il diritto internazionale.
- Kamala Harris: ha definito l’azione degli Stati Uniti “illegale e imprudente”, sottolineando che l’intervento non riguarda la democrazia, ma il petrolio e la figura di Trump come “uomo forte”.
- Cina: ha condannato fermamente l’aggressione, chiedendo il rilascio immediato di Maduro e sua moglie, definendo l’azione una “violazione del diritto internazionale”.
- Svezia: ha supportato la transizione democratica in Venezuela, criticando la legittimità di Maduro e auspicando una soluzione negoziata.
Aggiornamenti recenti:
- Argentina e Perù: hanno chiuso le frontiere ai funzionari legati al regime di Maduro, impedendo loro di rifugiarsi nei rispettivi paesi.
- Starlink: ha deciso di offrire servizi di banda larga gratuita ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio, in seguito all’operazione militare.
- Corea del Nord: ha denunciato l’operazione statunitense come una “grave violazione della sovranità” del Venezuela.
Il colpo di stato e le successive dichiarazioni internazionali pongono interrogativi sul futuro del Venezuela e sulle implicazioni legali e politiche a livello globale.
ANSA
