Ministro Nordio: ‘Il referendum si voterà nella seconda metà di marzo’

“Probabilmente nella seconda metà di marzo”, afferma Carlo Nordio, ministro della Giustizia, in un’intervista al Corriere della Sera, rispondendo a una domanda riguardo le possibili date del referendum.
“Siamo convinti – aggiunge – che più informeremo gli elettori sul contenuto e sull’importanza di questa riforma, più li coinvolgeremo, con risultati positivi”.
Tuttavia, il confronto con l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) non è ancora avvenuto. “È stata l’Anm a rifiutare – prosegue Nordio – io avevo chiesto un incontro diretto, uno a uno”.
Prima il presidente Parodi ha detto no, poi il segretario Maruotti, e successivamente anche gli altri membri dell’Anm. Inizialmente, avevano dichiarato di non voler politizzare la questione.
Poi, dopo aver partecipato a dibattiti con politici, hanno modificato la loro posizione, affermando che sarebbe stato accettabile confrontarsi con altri politici, ma non con esponenti del governo. “Se non vogliono venire, vuol dire che temono il confronto con me”, conclude il ministro.
“L’Anm – afferma ancora Nordio – ha creato un comitato per il ‘No’, il che è già di per sé un atto politico. Tuttavia, ha rifiutato un confronto con me, giustificando la sua posizione con il fatto che non vuole conferire al dibattito un significato politico, e questa è già una contraddizione.
Presumo, e mi auguro, che per coerenza non accetti di confrontarsi con altri rappresentanti di partito, altrimenti significherebbe che teme un dibattito pubblico con il ministro della Giustizia. Da parte mia, sono pronto, anche domani.”
Il ministro Nordio sta per pubblicare un libro sul referendum. Cosa c’è di nuovo in questo libro? “Rispondo – afferma il guardasigilli – a tutte le obiezioni che mi sono state sollevate in Parlamento riguardo alla riforma, e alle quali non ho potuto replicare”. Non sarebbe più opportuno rispondere in Parlamento anziché in un libro? “Avrei risposto – continua Nordio – ma se lo avessi fatto, il dibattito sarebbe ripreso e si sarebbe dilungato per mesi.”
“La riforma non stravolge la Costituzione e non è affatto punitiva – conclude Nordio – ma rappresenta la logica conseguenza del processo penale voluto da Vassalli. Attribuirle un significato politico è assolutamente improprio, e soprattutto pericoloso per la magistratura.”
ANSA
