CRONACA

Sergio Mattarella: “Ripugnante il rifiuto della pace di chi si sente più forte” – Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica

Nel suo discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto l’attenzione alla pace, alla storia dell’Italia e alle sfide future. Il suo intervento, ricco di riflessioni e di richiami ai valori fondanti della Repubblica, ha toccato temi di grande attualità, come la guerra in Ucraina, e ha celebrato gli ottant’anni della Repubblica italiana, ripercorrendo i passaggi fondamentali della storia nazionale e i concetti chiave della Costituzione.

La pace e la guerra in Ucraina
Il discorso del Presidente si apre con un appello alla pace: “La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace”. Mattarella ha denunciato la sofferenza dei civili in Ucraina e a Gaza, definendo “incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”. La pace, per il Presidente, non è solo assenza di guerra, ma un vero e proprio “modo di pensare”, che parte dalla vita quotidiana e si fonda sul rispetto reciproco. Rivolgendosi al messaggio di Papa Leone XIV, Mattarella ha invitato a “respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione”, sottolineando l’importanza della responsabilità individuale per rimuovere il senso di impotenza.

Ottant’anni di Repubblica italiana
Nel 2026 l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica, e il Presidente ha voluto ripercorrere la storia nazionale come un album di foto di famiglia. La Repubblica nasce dalla libertà e dalla volontà di costruire la pace insieme attraverso il dialogo e la partecipazione dei cittadini.

Donne, parità e partecipazione
Mattarella ha ricordato il ruolo simbolico delle donne, chiamate per la prima volta alle urne nel 1946, che hanno impresso alla Repubblica un carattere democratico e hanno avviato il percorso verso la piena parità.

Pace, libertà e Costituzione
Il Presidente ha evidenziato come la Costituzione, frutto di sintesi tra convergenze e contrasti nell’Assemblea costituente, abbia guidato il Paese per decenni, ispirando valori di libertà, partecipazione e diritti inviolabili. La Repubblica, ha spiegato, è uno Stato che riconosce le autonomie della comunità e la libertà delle persone, e si è affermata anche a livello internazionale grazie all’impegno nell’Unione europea e nell’Alleanza atlantica.

Lavoro, diritto alla salute e dignità della persona
Il Presidente ha ricordato le riforme fondamentali della Repubblica: lo statuto dei lavoratori, il Piano casa, il servizio sanitario nazionale, che garantisce universalità e gratuità delle cure, e il sistema previdenziale. Tutte conquiste che pongono al centro la dignità della persona e l’uguaglianza.

Cultura, sport e impegno civile
Mattarella ha sottolineato l’importanza della cultura, dell’arte, del giornalismo e dello sport nella crescita del Paese. Ha ricordato anche gli anni del terrorismo, definiti la “notte della Repubblica”, e l’impegno di uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia. Lo sport, ha aggiunto, rappresenta un potente strumento di inclusione, pace e prevenzione della violenza giovanile.

L’Italia nel mondo e il ruolo dei militari
La Repubblica italiana ha contribuito in maniera significativa alla scena internazionale, grazie anche al lavoro dei militari italiani in missioni di pace e sicurezza. La storia italiana, ha sottolineato Mattarella, è un mosaico di sacrifici, impegno e partecipazione di generazioni di cittadini.

Prendersi cura della Repubblica e le sfide del presente
Il Presidente ha richiamato tutti i cittadini alla responsabilità individuale per preservare il bene pubblico, contrastare le disuguaglianze, la corruzione e i comportamenti che minano la coesione sociale. Ha ricordato che le sfide contemporanee – crisi economiche, cambiamenti climatici, rivoluzioni tecnologiche, terrorismo – richiedono unità e fiducia nella democrazia.

Un appello ai giovani
Mattarella ha concluso il discorso rivolgendosi ai giovani: “Non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”. Un invito a partecipare attivamente alla vita civile e a prendersi cura della Repubblica.

Il discorso di fine anno del Presidente Sergio Mattarella è stato dunque un richiamo ai valori fondanti dell’Italia, alla responsabilità individuale e collettiva, e alla necessità di costruire un futuro di pace e coesione sociale.

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