Il bilancio del 2025 di Bardi e il grande vuoto sul Sud della Basilicata

Nel tracciare il bilancio del 2025, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha offerto una relazione ampia, ricca di numeri, annunci e rivendicazioni di risultati. Tuttavia, a una lettura attenta, emerge con forza una grave assenza: una visione chiara e strutturata per l’area sud della Basilicata, un territorio che continua a vivere criticità profonde e irrisolte.
Dal Lagonegrese al Pollino, passando per il Golfo di Policastro e le aree interne più fragili, il Sud lucano sembra restare ai margini della programmazione regionale. Nella relazione del Presidente, le problematiche storiche di questi territori — spopolamento, carenza di servizi sanitari, isolamento infrastrutturale, crisi occupazionale — vengono appena sfiorate, senza una strategia concreta capace di invertire una tendenza che appare ormai strutturale.
Particolarmente evidente è il silenzio sul tema della sanità. Ospedali depotenziati, reparti chiusi o sotto organico, liste d’attesa interminabili: questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini del Sud lucano e che continuano a spingere molti a cercare cure fuori regione. Eppure, nel bilancio di fine anno, manca un piano di rilancio credibile per garantire il diritto alla salute in queste aree.
Anche sul fronte delle infrastrutture e della mobilità, la relazione appare debole. Collegamenti stradali inadeguati, ferrovie lente e poco funzionali, trasporti pubblici insufficienti: senza interventi strutturali, parlare di sviluppo e attrattività resta un esercizio retorico. Il Sud della Basilicata continua a pagare un prezzo altissimo in termini di competitività e opportunità.
Non meno preoccupante è l’assenza di una visione economica e occupazionale. Turismo sostenibile, valorizzazione delle risorse ambientali, sostegno alle piccole imprese e all’agricoltura di qualità potrebbero rappresentare leve strategiche decisive. Tuttavia, nel bilancio del Presidente Bardi, queste potenzialità non trovano una declinazione concreta in politiche mirate e investimenti dedicati.
Il rischio, sempre più evidente, è quello di una Basilicata divisa in due: da un lato aree che intercettano risorse e progettualità, dall’altro territori che continuano a perdere giovani, servizi e prospettive. Una regione che rinuncia a una parte di sé rinuncia, di fatto, al proprio futuro.
Un bilancio di fine anno non dovrebbe limitarsi a elencare risultati, ma indicare una direzione. Per il Sud della Basilicata, quella direzione oggi non si vede. E senza una visione inclusiva e coraggiosa, le criticità di questi territori continueranno a trasformarsi in emergenze permanenti.
R.P.
