Cia: nonostante le piogge l’ acqua finisce in mare

POTENZA – Le piogge degli ultimi giorni hanno prodotto, finalmente, nuove risorse di acqua che, piuttosto che essere invasata, finisce a mare. I ritardi e le inadempienze di Acque del Sud per adeguare le dighe lucane stanno producendo una grave perdita che si aggiunge a quella storica segnata da condotte colabrodo che perdono sino al 60% dell’acqua immessa. La denuncia è della Cia-Agricoltori Potenza-Matera che segnala la “assurda situazione” al Presidente Bardi, all’Assessore Pepe e a Vera Corbelli, Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale. “Di fronte alle immagini di video e foto che ormai quotidianamente impazzano sui social e che documentano il nuovo spreco d’acqua – scrivono i presidenti di Cia Matera Giuseppe Stasi e Potenza Giambattista Lorusso – non nascondiamo l’imbarazzo nel non essere in grado di fornire adeguate spiegazioni ai nostri associati quando ci chiedono le ragioni di quanto accade mentre loro fanno i salti mortali per non perdere le produzioni e gli investimenti.Allo scopo di porre fine a tali disfunzioni oggettivamente evitabili, chiediamo alle istituzioni competenti di approfondire le questioni poste e di fornirci spiegazioni puntuali e convincenti perché il mondo agricolo merita maggiore rispetto soprattutto per l’importanza che ha per la tenuta sociale ed economica della nostra bistrattata Regione”. Nella lettera è scritto inoltre che “il mondo agricolo sta assistendo inerme ad alcuni fenomeni in merito ai quali va fatta immediata chiarezza, in primo luogo a tutela del settore primario di Basilicata oltre che delle Organizzazioni Professionali di categoria, come la CIA Agricoltori di Potenza e Matera, che con senso di responsabilità in questi due anni di grave crisi idrica hanno evitato di alimentare diatribe, anzi hanno contribuito in maniera determinante a mediare con l’intero comparto agricolo evitando derive populiste e strumentali. Ci riferiamo in particolare a quanto sta accadendo, o meglio a quanto non sta accadendo, sulle traverse del Sarmento e di Trivigno e sugli invasi di Monte Cotugno e del Camastra. Per quanto ci risulta la traversa sul Sarmento non è funzionante da circa un anno per problemi strutturali della galleria e nessun lavoro di rispristino è stato fatto, mentre continua ad essere un mistero il perché non viene attivata la traversa di Trivigno. Relativamente, invece, agli invasi, nonostante i proclami sia dell’ente gestore che dei vari personaggi politici ed istituzionali (che a turno hanno sfilato in passerella), degli sbandierati lavori per il ripristino della capacità di invaso, nemmeno l’ombra con la conseguenza che, nella speranza che le affluenze comincino ad essere copiose, saremo costretti ad assistere nuovamente a rilasci a mare per raggiungimento delle (limitate) quote autorizzate come già successo nei giorni scorsi alla diga di Gannano che, paradossalmente, pur non avendo limitazioni, a causa dell’irresponsabile mancata attivazione della gronda dell’Agri ha dovuto rilasciare ingenti volumi di preziosa risorsa che, invece, sarebbe potuta essere deviata per essere invasata a Monte Cotugno”. Per gli agricoltori uno spreco che sa di beffa per le aziende che attendono servizi di irrigazione adeguati agli investimenti e alle crescenti spese aziendali.