COMUNICATI STAMPA

Dati impietosi, scelte necessarie: la Basilicata si rialza solo con la visione

Il Rapporto della SVIMEZ 2025, basato sui dati aggiornati al 2024, non racconta una difficoltà: racconta un destino.
Un destino che possiamo ancora cambiare, ma solo se abbiamo il coraggio di guardarlo in faccia.
Più di 4.000 laureati lucani partiti in cinque anni. Una previsione che parla di un possibile –22,5% di popolazione entro il 2050.
L’83% dei nostri giovani che lascia la Basilicata per studiare e non torna più.

Numeri che non cadono dal cielo: sono il risultato di anni senza una direzione, senza una strategia, senza una visione.
È fondamentale dirlo con totale onestà: ciò che leggiamo oggi dipende anche dalle politiche del passato.
Ma è altrettanto vero che, se oggi non si interviene — come non si è intervenuto ieri — i risultati di domani saranno identici.
Parliamo di processi di medio-lungo periodo, non di emergenze da risolvere con due frasi stampa.
E non vogliamo essere presi in giro su questo.

Se continuiamo a ripetere gli stessi errori, la Basilicata continuerà a produrre gli stessi numeri. Sempre.
E domani saranno ancora peggiori. Finché una Regione non definisce l’obiettivo da raggiungere, nessuna politica potrà mai produrre risultati.
Si cresce solo se si sa dove si vuole arrivare. Si governa solo se si sa cosa si vuole ottenere.
E in qualunque istituzione seria, se l’obiettivo non viene raggiunto, si cambia metodo.

In Basilicata no. Qui gli indicatori crollano, ma si continua a dire che “va tutto bene”.
Gli obiettivi non vengono centrati, ma nessuno ha sbagliato.
La SVIMEZ parla di spopolamento, fuga di cervelli, declino… e la risposta qual è? “Poteva andare peggio.”
O peggio ancora: “Pensiamo alla sagra del paese.” È mai possibile?

E c’è un dato che pesa più di mille dichiarazioni: il PIL lucano cresce appena dello 0,6%,
sotto la media delle altre regioni meridionali.
Un numero che, letto insieme al Rapporto di Bankitalia — che parla apertamente di stagnazione dell’economia lucana — racconta con precisione quanto fragile sia la nostra traiettoria.

Siamo 131 comuni, pochi abitanti in un territorio enorme e ricchissimo: acqua, petrolio, risorse naturali che potrebbero essere un punto di forza straordinario e invece stanno diventando un paradosso. Abbiamo tutto, tranne la visione.
E mentre i numeri della SVIMEZ scendono, la crisi idrica avanza: e se non verrà affrontata con metodo, sarà l’agricoltura — il nostro ultimo pilastro — a pagarne il prezzo più alto.

Noi non siamo un partito. Non cerchiamo voti. Siamo cittadini che hanno deciso di restare e che pretendono una cosa semplice: che la politica faccia il proprio dovere.
Che i consiglieri regionali smettano di nascondersi dietro il “va tutto bene” o il “abbiamo fatto il possibile”.
Il possibile non basta più. Servono scelte. Servono decisioni. Serve responsabilità.

Noi non attaccheremo mai le persone, ma il metodo sì. Perché il metodo attuale ha fallito.

Settimana prossima saremo una vera associazione, strutturata e autonoma, pronta a fare ciò che finora è mancato:
rimettere nero su bianco un obiettivo, tracciare una rotta e pretendere che venga seguita.

La Basilicata può ancora rialzarsi. Può invertire la curva della SVIMEZ.
Può trattenere i giovani, far crescere l’agricoltura, governare l’acqua, costruire un’economia moderna.
Ma deve decidere adesso. Perché il futuro non arriva da solo: il futuro si costruisce.
E si costruisce adesso, qui in Basilicata.

Noi ci siamo. Sempre.

 

COMUNICATO – Coordinamento Agricoltori della Basilicata

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