Meloni alla firma della pace, Italia in campo

Il governo italiano segue con attenzione gli sviluppi del piano per Gaza, accogliendo con favore i primi risultati concreti e dichiarandosi pronto a contribuire attivamente al processo di stabilizzazione dell’area.
“È prevista in Egitto una cerimonia ufficiale per la firma dell’accordo, e credo che anche la nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà invitata”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’annuncio arriva poche ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, mentre rimangono ancora incerti i contorni di una pace duratura in Medio Oriente.
Il governo italiano ha già espresso la propria disponibilità a partecipare a una futura missione di peacekeeping nella Striscia di Gaza, qualora il piano promosso dagli Stati Uniti dovesse avanzare.
Una possibilità che il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non esclude, pur invitando alla cautela: “È assolutamente prematuro parlare di un contingente italiano a Gaza – ha dichiarato – ma se si dovessero concretizzare le condizioni per una forza multinazionale di pace, non mi opporrei all’eventualità”.
Nel frattempo, dal centrodestra arriva un chiaro riconoscimento al ruolo svolto dal presidente americano Donald Trump nell’avvio dei negoziati.
“Trump ha centrato l’obiettivo del cessate il fuoco, ponendo fine alle sofferenze sia del popolo palestinese che degli ostaggi israeliani. È un evento storico – ha spiegato Tajani – e credo abbia tutte le carte in regola per essere candidato al Nobel per la Pace”.
Quest’anno il prestigioso riconoscimento è stato assegnato all’attivista venezuelana María Corina Machado, leader dell’opposizione al regime di Maduro. “Una donna coraggiosa – ha commentato Tajani – che ha lottato per la libertà e la democrazia nel suo Paese.
È giusto che abbia ricevuto questo premio. Ma se fosse stato conferito anche a Trump, non sarebbe stato affatto scandaloso”. Il ministro ha ricordato che la decisione del comitato di Oslo è stata presa prima dell’annuncio del cessate il fuoco, dunque senza conoscere l’evoluzione positiva degli eventi.
La Lega ha fatto un ulteriore passo avanti, presentando in Parlamento una mozione per impegnare il governo italiano a sostenere ufficialmente la candidatura di Trump al Nobel per la Pace 2026, in riconoscimento del suo ruolo nel processo di mediazione e pacificazione in Medio Oriente.
Secondo la Lega, si tratta di “un processo multilaterale di pace senza precedenti recenti nella regione”, che ha visto l’attiva partecipazione di Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Turchia, grazie all’impulso della diplomazia americana.
Non solo in Italia: il partito ha presentato una proposta anche al Parlamento europeo per promuovere la candidatura del leader statunitense al prossimo Nobel.
“La ratifica dell’accordo rappresenta un passo in avanti molto significativo – ha dichiarato Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati –.
Ora è fondamentale che l’Unione Europea, insieme agli Stati Uniti e ai Paesi arabi, lavori per consolidare le condizioni per una pace autentica”.
Una posizione condivisa anche dal leader della Lega Matteo Salvini, che ha sottolineato il ruolo del premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Anche se da molti è considerato un criminale, Netanyahu ha mantenuto una posizione ferma in un momento critico. Anche a lui si deve questo passo verso la pace”.
ANSA