Trump potrebbe decidere oggi la sospensione delle armi a Kiev
In agenda un incontro con Rubio e Hegseth, ipotesi anche di uno stop agli aiuti di Biden. Zelensky: 'Pronto a dimettermi se entriamo nella Nato, ma poi mi ricandido'. Il Cremlino: 'Zelensky non vuole la pace, qualcuno deve costringerlo'.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrerà alcuni alti funzionari, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, per valutare ed eventualmente adottare misure sull’Ucraina tra queste rientrano la sospensione o l’annullamento degli aiuti militari americani all’Ucraina, comprese le ultime spedizioni di munizioni e attrezzature autorizzate e pagate durante l’amministrazione di Joe Biden.
Lo scrive il New York Times, citando funzionari anonimi dell’amministrazione americana.
Von der Leyen: ‘Con il con piano Rearm Europe avremo la forza per costruire la pace’
“Sto preparando intensamente il Consiglio europeo insieme al presidente Costa. Domani informerò gli Stati membri tramite una lettera, sul piano ‘Rearm Europe’. Abbiamo bisogno di un massiccio aumento della difesa senza alcun dubbio. Vogliamo una pace duratura.
Ma una pace duratura può essere costruita solo sulla forza. E la forza inizia con il rafforzamento di noi stessi. E questo è lo scopo del piano che presenterò agli stati membri domani: ‘Rearm Europe'”, riarmare l’Europa. Lo ha detto alla stampa la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Mélenchon: ‘A Londra il vertice del vuoto con la fascista Meloni’
”La riunione di Londra è un summit del vuoto. Tutto ciò per dire che l’alleanza con Trump va rafforzata, il pilastro della Nato, bla bla bla…Il socialista Starmer conta sulla fascista italiana ‘Giorgia’ con cui ‘è in sintonia’ per partecipare al ‘gregge’ dell’economia di guerra che ‘crea posti di lavoro’. La Réunion sinistrata (dal passaggio dell’uragano Garance, ndr.) sa dove andranno i soldi pubblici…Mondo di pazzi”: lo scrive in un messaggio pubblicato su X il leader della France Insoumise (Lfi), Jean-Luc Mélenechon.
Per la stampa britannica l’iniziativa di Starmer ha molti limiti
I media del Regno Unito hanno riconosciuto gli sforzi messi in campo dal premier britannico Keir Starmer per l’Ucraina, all’indomani del vertice euroatlantico di Londra, ma allo stesso tempo hanno sottolineato i grossi limiti della proposta di un piano di pace emersa dal summit.
Il Times ha elogiato l’appello del primo ministro per una “coalizione di volenterosi” rivolto agli alleati europei ma sottolineando che il potere di qualsiasi forza di mantenimento della pace sarebbe “limitato senza la potenza di fuoco degli Stati Uniti”: quindi è necessario che Starmer si concentri sull'”abbassare la tensione” e su un’intesa con Washington dopo il disastroso incontro alla Casa Bianca fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello americano Donald Trump.
“Il rischio è che sir Keir si stia invece convincendo a un dispiegamento di forze che potrebbe portare l’esercito britannico a combattere senza l’aiuto degli Stati Uniti”, si legge ancora sul Times. Mentre la Bbc ha messo in evidenza come già oggi siano emerse le prime crepe sulla proposta di una tregua di un mese nel conflitto russo-ucraino dopo che il governo di Londra ha ammesso l’assenza di un accordo franco-britannico in merito smentendo quanto dichiarato in precedenza dal presidente Emmanuel Macron a Le Figaro.
Per l’emittente pubblica del Regno Unito infatti “un’intesa sul cessate il fuoco è ancora solo un’idea”. Dubbi sono stati espressi anche dal quotidiano filo-Tory Daily Telegraph, secondo cui l’Europa è giunta “a un bivio”, e “deve adattarsi” al “disimpegno” degli Usa. Mentre per il tabloid di destra Daily Mail il premier Starmer sta affrontando “la prova definitiva” della sua abilità politica in cui deve assolutamente “mantenere gli Usa all’interno della Nato perchè, senza la potenza militare americana, garantire la sicurezza europea sarà infinitamente più difficile”.
Politico: ‘L’Ue aiuterà Kiev a sostituire Starlink di Musk’
La Commissione Europea sta studiando come aiutare l’Ucraina a garantire la capacità di comunicazione satellitare in seguito alle minacce di Elon Musk di ritirare l’accesso di Kiev alla sua rete Starlink: lo scrive Politico, sottolineando che i sistemi di comunicazione satellitare sono uno strumento fondamentale per l’Ucraina.
Tuttavia, non è ancora chiaro se Musk continuerà a offrire il servizio attraverso la controllata della sua SpaceX mentre la guerra prosegue. L’anno scorso l’Ucraina ha dichiarato di avere circa 42.000 terminali Starlink in funzione nel Paese, circa la metà dei quali sono finanziati dalla Polonia.
Il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha affermato che Kiev aveva già “espresso interesse” su come avrebbe potuto utilizzare Govsatcom – una rete comune della capacità satellitare dei governi nazionali dell’Ue – e IRIS², una nuova costellazione destinata a essere operativa solo nel 2030.
“La Commissione proseguirà i suoi contatti con l’Ucraina a questo riguardo”, ha affermato Regnier. All’inizio della settimana scorsa, l’eurodeputato francese di Renew, Christophe Grudler, ha esortato l’esecutivo Ue in una lettera a “valutare tutte le possibili soluzioni satellitari alternative che l’UE potrebbe offrire all’Ucraina” al posto di Starlink.
Media: Ungheria e Slovacchia respingono la bozza di testo Ue sull’Ucraina
In un incontro degli ambasciatori dell’Ue di venerdì, l’Ungheria ha respinto una bozza di testo sull’Ucraina che include un ragionamento sulle garanzie di sicurezza che il blocco può fornire a Kiev, nonché un nuovo pacchetto di aiuti militari.
Lo riporta Politico, aggiungendo che anche il primo ministro slovacco Robert Fico ha affermato che il suo paese rifiuterà il supporto finanziario o militare a Kiev e ha liquidato l’approccio “pace attraverso la forza” dell’Occidente come irrealistico.
Tajani: ‘Tregua di un mese? Prematuro parlarne’
“Io credo che tutto debba essere fatto insieme, Europa e Stati Uniti, sedersi a un tavolo con Ucraina e Russia per arrivare ad una pace giusta e soprattutto duratura. Quindi è ancora prematuro vedere cosa fare, come fare. Serve intanto che l’Europa sia unita per garantire l’indipendenza dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Algeri commentando la proposta di Macron di una tregua di un mese in Ucraina.
“Noi siamo vicini all’Ucraina, lo siamo come europei e credo che dovremo farci carico sempre della sicurezza dell’Ucraina e dell’intera Europa insieme alla Nato”, ha detto Tajani.
Dopo un’eventuale cessazione delle ostilità in Ucraina “ci sarà da garantire la sicurezza dell’Ucraina e garantire la sicurezza dell’intera Europa. Questo lo dobbiamo fare attraverso la Nato e si può pensare per esempio ad una sorta di ‘articolo 5.2’ che possa garantire la sicurezza dell’Ucraina anche qualora l’Ucraina non venisse a far parte della Nato”, ha spiegato il ministro degli Esteri.
“Noi chiediamo con grande determinazione un incontro tra Europa e Stati Uniti per verificare tutto ciò che si può fare per costruire una pace giusta e siamo molto soddisfatti anche del giudizio molto positivo che ha dato Donald Tusk alla proposta italiana. Credo che questo sia molto importante perché l’Occidente non può dividersi”, ha sottolineato Tajani.
Mosca: ‘E’ iniziata una frammentazione dell’Occidente’
“E’ iniziata una frammentazione dell’Occidente collettivo con sfumature nelle posizioni di un certo numero di paesi e di gruppi di paesi”: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, accusando i Paesi che sostengono militarmente l’Ucraina invasa dalle truppe russe di costituire “piuttosto un partito della guerra”. Lo riporta la Tass.
“Rimane un gruppo di paesi che costituiscono piuttosto un ‘partito della guerra’, che dichiara la propria disponibilità a sostenere ulteriormente l’Ucraina in termini di sostegno alla guerra e di garanzia della continuazione delle ostilità. Non dicono che sia necessario raggiungere condizioni pacifiche”, ha affermato il portavoce di Putin.
Zelensky ‘Pronto a dimettermi se entriamo nella Nato, ma poi mi ricandido’
“Ho già detto che sono disponibile a dimettermi per l’adesione dell’Ucraina nella Nato, allora significa che ho adempiuto alla mia missione. Nato significa che ho adempiuto alla mia missione”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Sky News, ripartendo ieri da Londra.
Ma il leader ucraino ha aggiunto: “Per cambiarmi, non sarà facile perché non basta semplicemente tenere le elezioni. Dovreste impedirmi di partecipare. E sarà un po’ più difficile”.
Kiev: Missili russi su un campo di addestramento, decine di morti
Le forze russe hanno colpito sabato scorso un campo di addestramento ucraino, provocando morti e feriti: lo ha annunciato il comandante delle forze terrestri di Kiev, il maggiore generale Mykhailo Drapaty, come riferiscono i media nazionali.
Il generale non ha fornito il numero delle vittime o dei feriti, ma secondo Ukrainska Pravda – che cita due fonti del ministero della Difesa ucraino – ci sono “diverse decine di morti e fino a un centinaio di feriti”. Ieri erano circolate voci di un attacco contro la 157ma brigata meccanizzata separata nel poligono di addestramento di Novomoskovskiy, nella regione di Dnipropetrovsk.
Cremlino: ‘Zelensky non vuole la pace, che qualcuno lo costringa’
Il presidente ucraino “non vuole la pace” qualcuno deve “costringerlo” a volerla. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti. “E’ molto importante che qualcuno costringa Zelensky a cambiare posizione”, ha affermato Peskov, aggiungendo che “se gli europei ci riescono, onore e lode a loro”.
In quanto allo scontro di venerdì scorso col presidente americano Donald Trump nello Studio Ovale, Peskov ha commentato che “si tratta di un evento senza precedenti, diciamo, e, naturalmente, diciamo che Zelensky in molti modi ha dimostrato, probabilmente, una completa mancanza di capacità diplomatiche come minimo, per non parlare di altro”.
Nel frattempo, ha precisato il portavoce, la Russia “continua il dialogo con Washington per normalizzare le nostre relazioni bilaterali” ma continua l’invasione dell’Ucraina “per raggiungere tutti gli obiettivi fissati fin dall’inizio”.
In quanto a un possibile accordo, Peskov ha detto che “stanno emergendo alcune prime bozze di eventuali piani di pace, anche se non è ancora possibile affermare che all’ordine del giorno vi sia un piano di pace istituzionalizzato e coordinato”.
Zelensky: ‘Le garanzie di sicurezza sono fondamentali per una pace giusta’
“Abbiamo bisogno della pace, non di una guerra infinita. Ed è per questo che affermiamo che le garanzie di sicurezza sono fondamentali a questo scopo”: lo scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, all’indomani del summit euroatlantico di Londra.
“Nel prossimo futuro, tutti noi in Europa daremo forma alle nostre posizioni comuni: le linee che dobbiamo raggiungere e quelle su cui non possiamo scendere a compromessi. Queste posizioni saranno presentate ai nostri partner negli Stati Uniti”, prosegue Zelensky concludendo: “Una pace solida e duratura e il giusto accordo sulla fine della guerra sono davvero la nostra priorità condivisa”.
C’è “molta strada da fare” per giungere alla fine della guerra con la Russia, ha detto d’altra parte Zelensky, parlando ai giornalisti all’aeroporto di Stansted, riporta Sky News.
Il capo di Stato ha ribadito che un accordo dovrà essere “onesto”, “equo” e “stabile”, con “garanzie di sicurezza molto specifiche”. Oggi l’Ucraina “non sta parlando” di alcuna concessione, ha aggiunto, perché sarebbe “sbagliato” e sta “ascoltando segnali da vari partner”.
Kiev, ha sottolineato, “non riconoscerà mai i territori occupati dalla Russia come territorio russo. Per noi, queste saranno occupazioni temporanee”.
Parigi: ‘Il rischio di una guerra in Europa non è mai stato così alto’
“Il rischio di una guerra nel continente europeo, nell’Unione europea, non è mai stato così alto perché da quasi quindici anni la minaccia ha continuato ad avvicinarsi a noi, la linea del fronte ha continuato ad avvicinarsi a noi”: lo ha detto oggi all’emittente radio France Inter il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, riferendosi alla guerra in Ucraina.
I Paesi europei, ha aggiunto all’indomani del summit euroatlantico di Londra, sono ormai pienamente consapevoli di questo.
Bessent: ‘L’accordo sulle terre rare non è più sul tavolo’
Attualmente, l’accordo sulle terre rare con l’Ucraina non è sul tavolo: lo ha detto ieri il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, in un’intervista al programma ‘Face the Nation’ della CBS News.
“Tutto ciò che il presidente Zelensky doveva fare era entrare e firmare questo accordo economico, e ancora una volta non mostrare alcuna divergenza – nessuna divergenza – tra il popolo ucraino e il popolo americano, e ha scelto di far saltare tutto”, ha detto Bessent.
Il Segretario al Tesoro ha sottolineato che è “impossibile avere un accordo economico senza un accordo di pace”.
Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva affermato che “l’accordo sulle terre rare è pronto per essere firmato”.
ANSA