POLITICA

L’ASSESSORE CUPPARO RISPONDE AL GIORNALISTA GRASSO

Riportiamo di seguito un intervento dell’assessore alle Attività produttive, Francesco Cupparo, legato ai recenti articoli pubblicati sul quotidiano La Nuova del Sud.

Gentile prof. Grasso,

da “piccolo padroncino di periferia” le assicuro che sono orgoglioso dell’attività imprenditoriale che ho svolto a Francavilla sul Sinni realizzando un’azienda che nessuno mi ha regalato.

Le ricordo che ho iniziato da acquaiuolo, cioè portando acqua agli operai dello stabilimento, sino a diventare, con i sacrifici personali e senza alcuna concessione venuta dalla politica come è accaduto per lei, il titolare dell’attuale impresa che, da quando sono assessore regionale, ho ceduto ai miei figli.

In proposito, la informo che l’attuale amministratore delegato della C&P risponderà ad un suo “punto di vista” del 06 febbraio nel quale ha scritto che la C&P “è stata coccolata dalle banche” con una querela perché, pur di colpire me, ha inteso colpire l’immagine dell’azienda, di cui risponderà in Tribunale.

Alla mia storia imprenditoriale ha fatto seguito la mia esperienza politica da sindaco di Francavilla e più di recente da consigliere ed assessore regionale in rappresentanza di un territorio “di periferia” e di cittadini che mi hanno votato.

Non mi pare che lei si sia mai sottoposto al giudizio elettorale. Invece dalla politica ha ottenuto incarichi che non si possono definire, come pure vorrebbe far credere ai lettori, solo ed esclusivamente professionali.

E’ stato portavoce prima del Presidente De Filippo per il quale teneva anche un “diario personale” pubblicato sul sito Basilicatanet e successivamente del Presidente Pittella dal quale ha anche avuto il doppio incarico di capo ufficio stampa della Giunta.

Del resto, non ne fa mistero e in più articoli nel suo recente ritorno all’attività giornalistica scrive di quei periodi e ricorda fatti e circostanze che l’hanno visto protagonista dell’esperienza politica dei due precedenti Presidenti.

Ho avuto modo già di manifestare le mie perplessità sulla sua credibilità e correttezza giornalistica e il tono usato nei suoi scritti, con le sue “sentenze politiche” che non hanno nulla a che fare con le opinioni, l’atteggiamento di prevenzione, me lo confermano.

La vicenda della legge Api-Bas è sicuramente l’esempio più vistoso del suo modo di concepire, dopo il “letargo”, il ritorno alla professione perché risente innanzitutto dell’esperienza di portavoce a meno che non abbia deciso di fare il portavoce del centrosinistra, cosa rispettabile purchè si informino i lettori.

E’ lei stesso in uno scritto a ricordare che l’allora assessore Pittella “si metteva le mani nei capelli” di fronte ai debiti accumulati dal Consorzio Asi di Potenza, salvo però ad informarci su cosa abbia fatto lui e i due Presidenti di cui è stato il portavoce.

I fatti dicono che negli ultimi dieci anni il debito accumulato è tra i 50 e i 60 milioni di euro con perdite annue altalenanti e in media di 5 milioni l’anno, oltre ai 38 milioni di euro che la Regione Basilicata ha versato, nello stesso periodo, nelle casse dell’ASI.

Non ho letto nei suoi scritti che già allora il centrosinistra al governo della Regione come successivamente il M5S avessero pensato al superamento del Consorzio Asi e alla fusione dei due Consorzi.

Ci sono gli atti: la giunta regionale nel 2013 su proposta dell’assessore Pittella approvò un disegno di legge; Cifarelli da precedente capogruppo Pd ha sostenuto diversi atti di questa natura per finanziare annualmente il Consorzio.

Non riesco a capire pertanto perché la nomina di un Commissario liquidatore del Consorzio Asi Potenza, non certo il primo della storia del Consorzio, perché in tanti si sono succeduti su volontà del centro sinistra, faccia così paura.

Come cerco di capire quali sono gli interessi che si sono coalizzati contro la legge che lei continua a chiamare “legge Cupparo” e che invece è espressione della maggioranza di centrodestra che l’ha votata (ad eccezione di Vizziello) in Consiglio. Per lei i voti ottenuti sono pochi dimostrando ancora una volta il mancato rispetto della democrazia istituzionale e dimenticando quanti atti amministrativi all’epoca dei due suoi Presidenti sono passati in Consiglio anche con un solo voto di scarto.

Non è casuale che nei giorni scorsi abbia parlato di lobby che si sono opposte e continuano ad opporsi al cambiamento.

Credo che anche questo sia un motivo che l’abbia colpito al punto da incrementare gli attacchi contro di me, alternati a quelli contro il Presidente Bardi e i miei colleghi Rosa e Leone, facendola tornare alla difesa di quegli interessi politici per i quali ha lavorato con la retribuzione (legittima) ottenuta dalla Regione.

Ci sarà pure una ragione se la gente lucana abbia scelto nel marzo 2019 gli incompetenti e inesperti (come veniamo descritti quotidianamente dall’ex portavoce) a fronte dei magnifici che hanno permesso che l’ASI di Potenza s’inabissasse in un cumulo di debiti con il complice silenzio di chi come lei che pur aveva un ruolo, in quegli anni, nei quali pensava soltanto a tessere le lodi degli artefici dell’attuale situazione.

Questa difesa delle lobby, note ed occulte, la porta a scrivere falsità. Tra gli esempi più vistosi la presunta incostituzionalità della legge sulla quale sono intervenuto in dettaglio a parte con l’auspicio che il suo giornale la pubblichi.

Io che ho solo un diploma da geometra mi sono rivolto agli esperti di legislazione e diritto amministrativo mentre lei sentenzia che “la Suprema Corte ha detto: non si può fare”.

Ma la sua campagna strumentale supera ogni limite di falsificazione quando agita lo spauracchio del futuro del Consorzio Asi Matera che non ha alcun riscontro nella legge e quindi nell’attualità, sin dal primo momento di presentazione del DDL.

In proposito voglio ricordare ai lucani che tra le prime iniziative che ho assunto all’insediamento da assessore ho fatto un giro nell’area industriale Jesce di Matera ed incontrato imprenditori e lavoratori.

Tra i problemi di emergenza che mi sono stati prospettati, ricordo, l’inadeguatezza del servizio ferroviario che costringeva lo stabilimento Ferrosud al trasporto dei vagoni prodotti attraverso camion con ricadute sulle commesse e la competitività.

Sono riuscito a far ripristinare l’attuale tratto ferroviario di Jesce. E’ solo uno dei tanti episodi che mi hanno visto presente nel Materano per affrontare le problematiche di sviluppo industriale ed occupazionale che riguardano in egual misura e con lo stesso impegno tutti i territori.

Sono convinto che i lucani sappiano chi sono e posso girare sui territori a testa alta perché non ho interessi da difendere. Piuttosto non capisco quale titolo abbia lei a interpretare i lucani che sono gli unici che possono mandarmi a casa.

Abbiamo tentato, ahimè inutilmente, di spiegarle le motivazioni, Dr. Grasso, che ci hanno portato ad approvare il DDL, il numero dei Consiglieri che l’hanno votata, l’impellenza di non continuare a far crescere quotidianamente il debito che l’ASI produceva, la necessità di politiche industriali attrattive, ma non mi resta che prendere atto della situazione e chiudo con un detto popolare: “A lavare la testa all’ asino si perdono acqua e sapone”.

Da domani può continuare a scrivere tutto quello che vuole e non sarà degno di una mia risposta anche perché, voglio rassicurarla, che pur non avendo ancora fatto il vaccino anti Covid ho fatto quello anti veleno e porto sempre dietro un cornicino contro gli iettatori.

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