CALCIO & SPORT

Calcio serie D: Francavilla, patron Cupparo, è giusto fermare il campionato

Il calcio passa in secondo piano, la salute prima di tutto

«E’ giusto fermare il campionato». Così il «patron» del Francavilla Antonio Cupparo, sull’emergenza coronavirus che ha visto la lega nazionale dilettanti decidere lo stop per le partite in programma domenica prossima.

«Non si può far prevalere la ragione dello sport, -ha spiegato Cupparo- nei confronti della salute dei tesserati e degli addetti ai lavori, quindi la decisione è pienamente condivisa, ed è giusta, e credo che verrà anche prorogata, perché in serie d, come facevano notare alcuni addetti ai lavori, non ci sono le garanzie giuste per far rispettare le istruzioni emanate dall’istituto superiore della sanità.

Noi ad esempio, -ha spiegato- non abbiamo degli spogliatoi tali da poter far rispettare le giuste misure di distanza tra un atleta e l’altro, e dunque fino a quando non si chiariscono questi aspetti, credo che non ci sarà nessuno, dal presidente, al medico sociale, che si possa –ha aggiunto- prendere questa responsabilità, anche potendo scegliere di giocare a porte chiuse».

E poi continua: «L’interrogativo resta sempre quello –ha proseguito Cupparo- di come fare per poter rispettare le indicazioni e dunque sbagliare un approccio del genere significa, alimentare il focolaio e quindi compromettere la salute delle persone, che per una partita di calcio, per quando importante possa essere la manifestazione, non è possibile, il gioco non vale la candela. Per il momento aspettiamo questi quindici giorni».

La squadra, pensa che possa compromettere la propria condizione? «Non sarà un dramma, perché è come se fosse la pausa natalizia, -ha affermato il presidente del Francavilla- quella del 15 era già prevista da calendario, quindi si tratta di una domenica in più.

La speranza di tutti è quella di svegliarsi domani e credere che sia stato un brutto sogno, però sappiamo che non è così. Il calcio passa in secondo piano e dobbiamo –ha concluso- attenerci alle istruzioni che emana il governo».

Rocco Sole

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